Yohji Yamamoto

Yohji Yamamoto

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Yohji Yamamoto Fall-Winter 2012-13, Credits Imaxtree.com

Yohji Yamamoto: l’arte di mescolare

Definito dalla stampa uno “stile post atomico”, per via del modo in cui Yohji Yamamoto, stilista giapponese la cui primissima collezione fece il suo debutto a Parigi nel 1981, fonde cultura pop Americana e arte tradizionale giapponese.

Ispirandosi allo stile occidentale, lo stilista del Sol Levante riesce con i suoi capi ad enfatizzare le immagini dell’eredità nipponica, mostrando al mercato di tutto il mondo i valori estetici, sociali e qualche volta anche politici propri del Giappone.

Yamamoto afferma:

lo stile è l’arte di mescolare

Come sostiene Elyssa da Cruz in un articolo sullo stilista per il Metropolitan Museum of Art:

Nonostante il kimono influenzi chiaramente i suoi trench e abiti egli scova comunque il metodo per incorporare elementi casual contemporanei, ridefinendo i suoi modelli con dettagli che evocano quel poco curato, ma ricercato, street style postmoderno.

Così anche nella sua ultima collezione, autunno-inverno 2012-2013 presenta a Parigi, Yamamoto ricrea quella liason tra style punk e sportivo. Le chiavi di volta sono drappeggio, asimmetria e modelli oversize.
Yohji Yamamoto Fall-Winter 2012-13, detail. Credits Imaxtree.com

I colori devono provocare shock nella mente dello spettatore, si pensi al viola, nero, bianco, ma allo stesso tempo essere brillanti e vivaci come il rosso, blu, arancione, rosso-fragola.

Attraverso le forme (oversize, a forma d’uovo, origami), gli accessori, ad esempio guanti, stivali, décolletéès di pelle, e tessuti altri (seta, satinato,panno), Yamamoto raggiunge il suo obiettivo: dar vita all’organico movimento, sinonimo della nuova estremamente dinamica società.

Yohji Yamamoto: the Art of Mixing

Defined by media as post atomic fashion, the Japanese designer Yohji Yamamoto, who made his debut in Paris in 1981, was able to create a fusion between American pop culture and traditional Japanese art.

Inspired by the Western Fashion, he could emphasize the rich Japanese visual heritage, showing to the global market the Japanese aesthetic and, also, some social and politic values characteristic of Japan.

Yamamoto says:

“The style is the art of mixing”

As Cruz Elyssa states, in her article on Yamamoto’s exhibition at the Metropolitan Museum of Art:

Even if kimono clearly influences his trench coats and shirts, the Japanese designer finds methods of incorporating contemporary sportswear constructions and finishing details into his designs to evoke postmodern street chic.

Also in his last collection, Fall-winter 2012-2013 presented in Paris, Yamamoto links punk-style and the sporty one. The keywords are drapery, asymmetry and oversize. The colors have to cause shock in the mind of the spectators such as violet, black white, to be bright such as red, blue, charcoal, strawberry-red.

Through shape, tapered, oversize, egg-shaped, “origami”, accessories, such as leather gloves, leather boots and décolletéès, and raw materials (silk, satin, cloth, jersey), Yamamoto achieves his goal: recreating the organic movement, synonym of the new dynamic society.

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One Response to Yohji Yamamoto

  1. Elisa Da Rin Puppel 27 agosto 2012 at 23:30

    Questo post su Yamamoto, oltre al fatto di farmi conoscere ed assaporare nuove armonie tra Oriente ed Occidente, mi ha riportata al Marzo 2011 quando andai a visitare una mostra di stilisti giapponesi al Barbican di Londra…ci avevo anche scritto qualche cosa…questo articolo è sicuramente uno stimolo per continuare la ricerca e scirvere dell’altro. Il confronto East-West tramite il linguaggio della moda credo sia un potente mezzo inter culturale! Grazie Clo!

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