Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento

Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento

Oggi vi suggeriamo la mostra “Verso Monet – Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento” in mostra al Palazzo del Gran Guardia di Verona fino al 9 febbraio. Eccone un’interessante review dalla nostra collaboratrice Silvia Taddei.

“La grande storia della natura dipinta. Come in un romanzo colmo di bellezza, che tocca tutti i principali artisti che alla descrizione del paesaggio hanno dedicato la loro vita”, si legge sul volantino illustrativo. Si tratta di una mostra costituita da un centinaio di opere suddivise in cinque stanze, cinque sezioni, ciascuna delle quali racconta una fase della storia della rappresentazione artistica della natura su tela. Un percorso che comincia nel Seicento e arriva fino all’Ottocento di Monet, con le sue luci tra le fronde dei salici e i suoi papaveri.

Il Seicento. Il vero e il falso della natura

Il viaggio parte con qualche veduta pittorica del Quattrocento, con alcuni scorci che a poco a poco cominciano a rappresentare una natura intesa non più come mero sfondo, scenario, ma come unica e indiscussa protagonista dell’opera. E’ durante il Seicento, però, che prende piede in modo assoluto questa concezione di una natura che si impone come centro della visione. Dagli olandesi come Hercules Seghers, ai francesi tra cui spicca il nome di Claude Lorrain, si anticipa la stagione del realismo ottocentesco e del primo impressionismo.

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Il Settecento. L’età della veduta

La sezione, focalizzata a illustrare la svolta vedutistica che l’arte pittorica ha affrontato nel Settecento, si sviluppa con le opere degli artisti veneziani, Guardi, Canaletto e Bellotto. L’uso della camera ottica permette un’incredibile nitidezza della visione, costituita da un insieme di dettagli minutissimi, tra cui spiccano Piazza San Marco, l’Isola di San Giorgio …

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Romanticismi e realismi

Tra Inghilterra e Germania si sviluppa la corrente romantica, narrata nel contesto della mostra tramite le opere di Friedrich, Constable, Turner. Una natura che rispecchia i sentimenti dell’uomo, che prende vita, impetuosa, eterna.

 

L’impressionismo e il paesaggio

Un ulteriore cambio di prospettiva, l’arrivo della concezione impressionista all’interno del panorama europeo: a partire dagli anni sessanta dell’Ottocento, in Europa, artisti del calibro di Pissarro, Degas, Renoir, Sisley, Van Gogh, Gaugin, Cézanne rivisitano l’arte pittorica ponendo maggior attenzione al colore piuttosto che al disegno in sé, alla soggettività dell’artista, alle sue emozioni, che vanno ad arricchire il paesaggio, ne diventano una parte.

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Monet e la natura nuova

E’ con le opere di Monet che la mostra trova la sua ultima realizzazione, il suo punto d’arrivo, secondo il progetto di Marco Goldin, curatore dell’esposizione, che ha voluto appositamente creare l’effetto di una mostra nella mostra. Facendo ricorso a venticinque opere dell’artista francese, la sezione traccia l’intera sua parabola artistica, fino ad arrivare alle opere nate durante il periodo trascorso ad Argenteuil, a poi quelle del periodo di Giverny, degli anni ottanta, con le ninfee, gli studi della luce sulla facciata della cattedrale di Rouen, con la Senna, le vedute delle coste del Mediterraneo.

 

Per maggiori info visitate il sito ufficiale della mostra: http://www.lineadombra.it/verso-monet-verona/la-mostra

Articolo di Silvia Taddei

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