Una petizione è una poesia

Una petizione è una poesia

“Una petizione è una poesia!” – “Si, Théo, e una poesia è una petizione!”

La citazione è tratta da The Dreamers – famoso film di Bertolucci – e credo calzi a pennello con questo articolo in forma di petizione che sto per scrivere.

Le mie parole possono essere interpretate come una richiesta scritta ma, al tempo stesso, vorrei suonassero come un’idilliaca poesia.

Il soggetto di tale ‘domanda scritta’ è il Signor Berto, o meglio, la sua abitazione, che egli custodisce e protegge in un angolo nascosto di Feltre (BL).

Dove?

Beh, ciò è paradossale: Piazza Maggiore. Ebbene sì, proprio al lato di uno dei luoghi più caratteristici e frequentati nella suggestiva zona di Feltre Vecchia, si erige un patrimonio semi sconosciuto ai cittadini locali. La casa del Signor Berto, per uno strano caso o per fortuna, è nascosta dietro un segreto angolo. Pochi hanno avuto la fortuna di imbattersi in quelle mura antiche decorate e perfettamente conservate, come vittime di un incantesimo imperituro, e ancora meno di avere l’occasione di parlare con il proprietario di questa abitazione.

Il motivo di questa petizione è l’importanza di prendere consapevolezza dell’esistenza di un patrimonio artistico e culturale presente sul nostro territorio, il quale viene curato e custodito da una sola persona, immune e disarmata di fronte alle leggi di costruzione e restauro della nostra cittadina medioevale.

Il contenuto di tale richiesta è stato stimolato dal mio incontro con il Signor Berto, il proprietario, avvenuto durante una delle mie passeggiate in zona Feltre Vecchia, durante le quali adoro ripercorrere le stradine nascoste e ritrovare gli scorci artistici che solo Feltre sa offrire.

La storia di quella che è forse l’unica dimora che possiamo ancora trovare nelle condizioni medioevali originali a Feltre, me la racconta il Signor Berto, che appare dietro l’angolo nascosto nell’uscio di casa sua limando accuratamente la sua falce. Mi appare come una visione, quasi egli fosse lì da sempre. Chiedo gentilmente se posso fotografare la bellezza e la poesia delle mura, dei fiori, e delle sue mani al lavoro. Lui gentilissimo acconsente, e con una nota di malinconia e rabbia nella propria voce racconta:

“Queste mura sono in piedi dall’anno 500, si sostengono a vicenda con le mura di una delle prime torri delle antiche mura delle Città di Feltre. Ora ‘loro’ vogliono che io pulisca tutto, via i fiori, via gli arnesi da lavoro artigiano, mura nuove e dritte. Ma io non lo permetterò!”

Al momento non ho capito a chi esattamente il Signor Berto si riferisse, non ho voluto investigare oltre. Quello che mi è apparso chiaro è che quest’uomo si sente minacciato –  dalla sua voce, da come si è confidato – si percepisce un senso di pericolo per il suo prezioso tesoro.

Firmo questa petizione dunque con un grazie e una preghiera.

Un grazie a voi lettori, solo per il fatto di essere venuti a conoscenza della storia di questa costruzione medioevale – parte del patrimonio culturale del nostro territorio – sarà di grande aiuto e sostegno per il Signor Berto. E una preghiera, affinché la speranza di quest’ uomo, guardiano di un piccolo gioiello ancora puro e immutato nel tempo, venga mantenuta e preservata.

(La versione integrale di questo articolo è stata pubblicata sul numero 16 della rivista feltrina La Theka… se adorate le storie e le poesie che luoghi e genti umili sanno offrire cliccate qui per coprire La Theka on line!).

..or, click here for the English version of Mr. Berto’s story.

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commenti

3 Responses to Una petizione è una poesia

  1. Dovydas!? 21 settembre 2012 at 01:35

    Io firmo idealmente la tua petizione!

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  2. Andrea Ciresola 18 dicembre 2012 at 16:17

    Non dobbiamo mai dimenticare che noi siamo la nostra memoria e tutto ciò che impone la cancellazione delle tracce che ci hanno formato non è nè bello nè buono, al pari di tutto quello che si oppone alla creazione del nuovo, dell’imprevisto e dell’imprevedibile. Berto è la fortuna del nostro tempo sbadato.

    Rispondi
  3. Andrea Ciresola 18 dicembre 2012 at 16:18

    Io firmo!

    Rispondi

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