Tessere la tela del ragno (parte I)

Tessere la tela del ragno (parte I)

“Carta e Inchiostro, potrebbe essere la perfezione, mondo che accade e basta”. E’ parafrasando l’incipit di Oceano Mare che OraZero introduce il suo scrittore misterioso. Questa settimana Maurizio inizia a tessere la sua tela con delle citazioni dal suo racconto La difficoltà che ha il ragno a tesser la tela. Prima però alcune curiosità su di lui..

Lo scrittore e la scrittura: un mistero

Ho sempre amato scrivere ma la scrittura per anni è rimasta legata al tema in classe settimanale o qualcosa di lontano, “da libro”, una specie di mistero. Un mistero che mi ha accompagnato parallelo per anni e che infine si è presentato intorno ai diciotto, vent’anni, quando ho provato a dare forma a quelli che fino a quel momento non erano che pensieri, storielle, personaggi e situazioni embrionali…

Scrivere: bisogno e necessità

In breve è diventata passione, amore, bisogno, necessità: per esprimersi, esprimere, dare un contorno alle cose oppure al contrario, romperlo e vedere dove si andasse a finire…
Mi diverte, mi serve, mi piace; che mi faccia star bene o male, è qualcosa di cui non posso fare più a meno. Racconti, romanzi, pensieri, storie e storielle, per adulti o per bambini, surreali o reali, ironici o dell’ orrore, non mi importa né il tipo né il genere…

…Mi importa solo di poterli mettere su carta.

Carta e inchiostro, credits Maurizio

Maurizio ha selezionato per noi tre citazioni da uno dei suoi racconti: La difficoltà del ragno a tessere la tela. Eccoli qui:

E dunque, poveri fogli, riparatevi dal vento, impeditegli di far volare via le parole, strappandovele da sotto il naso. Lasciate fare a me! Vento! Cosa credi di fare? Eh? Vorrei proprio vederti. Seee…  Vorrei proprio vederti.

“Tac – Tac-Tac” e via. Preciso. Pulito. Secco. Totale. Dio mio. La macchina di Dio e la mia sono le stesse.

Le difficoltà del ragno, Maurizio

Vedo le foglie volare ovunque. Gli alberi allungano i loro rami come se non volessero perderle, come madri che tendono le braccia a un figlio che le viene portato via. Si incurvano, si sentono le ossa che si spezzano: fanno “crack” di continuo e poi via, il vento si porta via tutto. E il più delle volte fa turbinare ogni cosa, fa tanto fracasso e poi, poi lascia tutto lì. Così vicino da essere ancora visto, così lontano da non poter essere ripreso.

I racconti, le storie e le curiosità su Maurizio continueranno sulla rubrica Carta&Inchiostro di  OraZero nelle prossime settimane…continuando a tessere questa tela di fili d’inchiostro su carta…seguiteci!

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