Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper

Una guida per il “Fuori Biennale” 2013

Una gentile ragazza dall’accento spagnolo ci introduce in uno dei padiglioni cult del nostro tour alternativo alla Biennale Venezia 2013. Presso il Centro di Documentazione e Studi della Cultura Armena, nella Loggia del Temanzaa Palazzo Zenobio, si trova l’evento collaterale della Armenia, che in occasione della 53 Biennale internazionale d’arte di Venezia, ospita la mostra del cinematografo e fotografo Norayr Kasper curata da Rogger Connah. Ad accoglierci Daniella Bacigalupo che ci svela tutti i retroscena, gli intenti e come sono state realizzate le opere della mostra Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

L’artista: Armeno a Toronto

Scopriamo che l’artista Norayr Kasper è di origini armene cresciuto a Venezia in quanto ha frequentato lo stesso collegio armeno, ed è ora residente in Canada. Norayr Kasper  ha scattato le foto presenti in mostra durante uno dei suoi viaggi al suo paese natale: l’Armenia.

Still-life: Nature ancora in vita

Daniella ci spiega che le fotografie definite “Still life” non sono accentuate sul concetto della morte bensì su una “natura ancora in vita”. Il soggetto principale della sua produzione fotografica era inizialmente quello di raffigurare il degrado delle industrie di accaio e pietre preziose, le fabbriche che  l’artista tedesco Gunter Pusch, in una sua visita alla mostra denomina  “Cattedrali d’Acciaio”, queste frabriche create sotto il regime socialista russo. Tali luoghi nascondono interni surreali, che l’artista fotografa solo con l’ausilio delle luce naturale e con una minima post-produzione.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Norayr Kasper  ritrae le rovine di una ideologia ormai deceduta prodotto dal crollo del imperialismo Russo in Armenia a fine degli anni ’80, scopre che questi luoghi vi sono ancora delle anime, delle persone che continuano a “santificare” il loro orario lavorativo, la loro ideologia, alzandosi presto e reccandosi al suo posto di “lavoro” indosando divise e rudi vestiti in canapagiorno dopo giorno. Il paradosso è che tanta dedizione non viene rimunerata sino dal bisogno di mantenere in piedi la loroSteel Lives”.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Ed è così che le “nature morte”, ancora vive, di Norayr Kasper prendono una forma poetica, umana e sonora. I volti delle persone che tutt’oggi si recano alle fabbriche dismesse si svelano dietro i macchinari, i loro occhi sono ancora vividi e concentrati sulla produzione di oggetti senza scopo, se non per una personale dedizione a quello che hanno continuato a fare per anni e che ora sembra essersi insinuato nel loro Dna, costringendoli a tornare sul luogo di lavoro per compiere il proprio dovere.

Il micro-museo in seta

Tutte le fotografie sono stampate su seta - seta fragile come le ideologie e come la vita – , questo materiale ha altre due caratteristiche: la trasparenza e la corruttibilità. Sfogliando il micro-museo riproposto sottoforma di libro fatto di pagine in seta, lo spettatore può ripercorrere le vite dei lavoratori armeni che tutt’oggi lavorano ai proprio manufatti su macchinari arrugginiti e dai colori ormai opachi, ma che l’occhio poetico di Norayr Kasper riesce ad illuminare. Echi di un ideale socialista di armonia e benessere dato dal luogo di lavoro stesso. L’unica luce artificiale è quella di una piccola lampadina, la stessa che SI ritrova  ad illuminare le postazioni lavorative degli operai.

 Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Miro-museo – Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

In lontananza si sentono anche dei rumori, echi di colpi metallici, si tratta di un “silenzio assordante”, ci suggerisce Daniella, ripreso da un video installato dall’artista in uno dei luoghi di una frabbrica di acciaio, le cui riprese scorrono in modo naturale senza montaggi o cambi di inquadrature. Questo rumore ci riporta al immaginario di una industria proffiqua, l’echo di un passato che si rifiutta a morire.

 Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Trasparenze e Sguardi

La trasparenza permette di vedere le foto da ogni lato, in questo modo noi circondiamo loro ed esse circondano lo spettatore. In questo modo gli occhi della donna armena, immagine scelta come copertina del catalogo della mostra, sembrano seguirci, e guardarci stupiti da ogni angolazione.

 Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Il suo osservarci perennemente è uno dei scatti pui significativi di questa mostra.

La nostra guida ci racconta che l’artista si trovava in una grande sala di una industria di pietre prezziose a scattare qualche immagine, quando al improvviso, leggera e silenziosa quasi come fosse un fantasma, appare lei. A questo punto cappiamo il perchè della seta, materiale cosi nobile e fragile, che pende da strutture metaliche e arruginite. Cavalletti che richiamano un altra immagine,simbolica, scattata dal artista, dove l’acummulo di scarti di accaio fanno apparire un cavaletto frammentato, tipico del contruttivismo Russo.

 Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Steel – Lives, Still-Life di Norayr Kasper.

Allora, finalmente, ritroviamo nel titolo “Steel-Lives, Stiil-Life”un importante indizzio poetico per capire la intallazione fotografica che svela una  “Vita di Acciao che si rifiuta a morire” .

Grazie alla guida di Daniella abbiamo potuto esplorare questi submondi nascosti della Armenia ritratte da Norayr Kasper, nelle quali gli scarti dei prodotti del passato si mescolano ai residui di una produzione giornaliera fatta da figure evanescenti ma tutt’oggi ancora vive e produttive nel loro “processo esistenziale” del vivere giorno per giorno, questa  realta sempre piu difussa.

Info:

Mostra aperta dal 24 giugno al 24 novembre 2013 (10-18.00)

E-mail: sl@steel-lives.com

Sito Web: www.steel-lives.com

Testo di Daniella Bacigalupo, foto di Elisa Da Rin Puppel

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