Com’è triste Venezia (bonus track n.3)

Com’è triste Venezia (bonus track n.3)

E’ il settembre della Biennale

Si sa: settembre a Venezia è settembre della Biennale, della mostra del cinema, di vernissage, inaugurazioni, red carpet con annessi divi, finte star, arrampicatori sociali e chi più ne ha, più ne metta.

Così mentre cammini per le Mercerie ti capita di trovarti al cospetto della contessa Marina Ripa di Meana e (ma chi xea?) tutti si lanciano a farsi fare un autografo. O come quando al party al Red Carpet, locale temporaneo al Lido, trovi Nichi Vendola ubriaco duro che fa il politico dei giovani.

Venice Biennale 2012, credits Selika Paradisi

Oppure mentre stai lavorando alla mostra di Rodčenko, ti rendi conto che la maggior parte delle persone che entrano in una mostra gratuita, non gliene può fregà-de-meno di Rodčenko ma è lì a ripararsi dal monsone settembrino.

Oh, Venezia, città d’arte e di cultura, dove hai lasciato i tuoi colti ammiratori?

Ora si vedono in giro orde di turisti che come pecore seguono l’ombrellino della guida di turno. Tutti con calzino bianco e sandaletto, cappellino, reflex e i più fortunati vengono dotati dalla guida di auricolare e spilletta con numero della crociera. Un po’ come si fa con le greggi: vengono numerati, fatti pascolare e poi riportati all’ovile.

Tuttavia Venezia non è così triste

È sempre la Signora che ti accoglie con i suoi palazzi che cambiano colore a seconda della luce del giorno, i riflessi sull’acqua, gli angoli nascosti. È magia e bellezza pura, solo vivendoci si impara ad ascoltarla, ad apprezzare l’odore di acqua salmastra lungo i canali, i tavolini di un bar in mezzo ad un campo, i balconi in fiore delle case.

Venezia è come un palcoscenico in cui il Signor X decide di organizzare il party più esclusivo, con lo yacht più lussuoso, una decina di starlette e buttarci dentro un pizzico di cultura per alzare il target giusto per non sembrare l’Hugh Hefner de no artri.

E su quel palcoscenico continuano a camminarci milioni di persone che si confondono con i turisti, ma che hanno negli occhi i riflessi di una bellezza unica che questa città possiede. Sono anche loro poeti, pittori, fotografi, registi ma ancora non lo sanno, possiedono una dote rara: quella di cogliere l’arte in mezzo alla folla e farla propria.

Così succede che in una notte di mezza estate, colpita da un’insonnia improvvisa, ti infili un paio di scarpe, esci da casa ed inizi a vagare per la città. 

Sono sei anni che calpesti quel suolo ma continui a stupirti di quanto si possa essere accogliente un gradino di un ponte. E mentre sei lì che cerchi di rifugiarti in te stessa, passa la solita compagnia di ragazzi veneziani che, con qualche decina di spritz in corpo, iniziano a sbraitare qualcosa, ridacchiando, ti passano vicini e lì ti senti di nuovo un’estranea.

Venezia va presa per quello che è: un’isola; dove la gente va e viene, ma quella che rimane si deve adeguare. 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=aMQ6GyUs-fc&w=560&h=315]

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commenti

5 Responses to Com’è triste Venezia (bonus track n.3)

  1. Elisa Da Rin Puppel 16 settembre 2012 at 11:27

    that’s beautiful seli! I do love your IRONIC point of view …beauty and good! well done!

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  2. Anonimo 16 settembre 2012 at 14:19

    quale onore! :)

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  3. Claudia Sortino 16 settembre 2012 at 14:57

    La magia di una città che riesce a farsi amare ed odiare, ti fa piangere e “spritzzare” sorrisi, la senti tua ma non sarà mai tua…Venezia è di tutti, ma ognuno può trovare un ponte, una calle, un bacato, un pozzo, un qualsiasi scorcio che lo legherà per sempre a questa realtà onirica anche quando non calpesterà piú quel suolo.

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  4. Francesca Mafrici 17 settembre 2012 at 12:54

    Una descrizione molto limpida di una delle città che più se può descrivere con “o la si ama o la si odia”…motivi per amarla ce ne sono, vanno ben oltre le foto a San Marco e i condolieri che inventano cose in inglese…e tu questi motivi li hai resi alla perfezione!!
    love it!

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  5. Elisa Da Rin Puppel 17 settembre 2012 at 14:45

    Adoro questi commenti…solo le persone che hanno realmente vissuto e camminato sul suolo di Venezia possono scrivere così! grazie ragazze!

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