Rodin: Il marmo è vita a Palazzo Reale di Milano

Rodin: Il marmo è vita a Palazzo Reale di Milano

Rodin: Il marmo è vita a Palazzo Reale di Milano

Dopo mesi di silenzio oggi Silvia Taddei torna con un brevissimo ed entusiasmante commento non in veste di corrispondente dal Giappone, ma di normalissima spettatrice d’arte: sto parlando della mostra di “Rodin. Il marmo, la vita” allestita al Palazzo Reale di Milano, dal 17 ottobre dell’anno scorso al 26 gennaio 2014.

Si tratta della più completa rassegna mai allestita di marmi dello scultore francese, con più di sessanta opere esposte in ordine cronologico. Anche a una profana d’arte come me, che Rodin l’aveva studiato solo sui libri di scuola al liceo, sono risultati chiarissimi il cambiamento, la rivoluzione che l’artista ha apportato nel campo della scultura e del modo di concepirla: dalla perfezione delle forme di un lavoro che si voleva concluso e completamente rifinito, si passa a una scultura che invece porta in sé le tracce del lavoro e del blocco di marmo da cui prende vita piano piano, come una sorta di creatura in divenire. Scrive Marco Borbonaglia, in un articolo pubblicato sul Sole 24 ORE del 17 ottobre dell’anno scorso:

“Rodin, strada facendo si allontana dalla lezione classica, mettendo in mostra le tappe di una creazione che rimane volutamente incompleta. I chiodi restano conficcati nelle statue, i lineamenti dei volti si fanno confusi, sfocati, le forme perdono compattezza, le figure sembrano emergere, sotto gli occhi dei visitatori, dai blocchi di marmo grezzo.”

 “Rodin. Il marmo, la vita”.

Non a caso il titolo della mostra è “Rodin. Il marmo, la vita”. I soggetti rappresentati prendono forma dal marmo e si muovono verso l’osservatore come fossero stati dotati di vita propria.

“Rodin. Il marmo, la vita”.

Bellissima anche l’ambientazione, la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, con i suoi bassorilievi antichi. Gli specchi altissimi riflettono le sculture in un gioco di riflessi molto suggestivo e fanno convertire gli sguardi sull’opera più famosa e maestosa della mostra: il bacio (1882).

Testo e foto di Silvia Taddei 

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