Pataf – un piccolo uomo che ci emoziona @Food Pornography

Pataf – un piccolo uomo che ci emoziona @Food Pornography

Si chiama Pataf,  non li dimostra ma ha quasi vent’anni. E’ stato ripescato dal suo papà, Giacomo Geroli, dopo un lungo periodo di smarrimento nell’isola dei vecchi libri e block notes usati. Ora è di nuovo qui a popolare il mondo in bianco e nero. Pataf è un piccolo ometto che vuol fare sentire la sua voce, in modo chiaro e forte, come le parole messe bianco su nero, come? Con le frasi scritte dietro ai quadri che popola, con i titoli delle sue opere, assumendo un volume in 3D, ma soprattutto tramite le immagini che egli richiama alla nostra mente.

Pataf: 65 d’Ombra @Food Pornography – OraZero – Foto di Stefano Adami

Pataf: 65 d’Ombra @Food Pornography #FPmansion

C’è chi giura di averlo già visto, in qualche fumetto, in qualche agenda del liceo o nei murales cittadini. Eppure Pataf è stato portato a spasso dal suo papà solamente in poche mostre o locali. Ieri sera è stato ospite d’onore alla FP Mansion di Giorgio Gramegna. Per l’occasione la sala dedicata al Food Pornography di Giorgio si è trasformata in una location espositiva per le opere di Pataf.

Pataf: 65 d’Ombra @Food Pornography – OraZero – Foto di Stefano Adami

Ci accolgono 2 uova: l’opera tridimensionale “Il pelo… nell’uomo”, sovrastata da due piccoli Pataf che portano un cucchiaio (opera realizzata ad hoc per lo chef), e l’uovo a 65 gradi – ormai un must to eat by Giorgio Gramegna – accompagnato da tre salsine tricolori.

Pataf: 65 d’Ombra @Food Pornography – OraZero – Foto di Stefano Adami

La salse dello chef sono gli unici tocchi di colore nel mondo in bianco e nero del nostro personaggio protagonista della serata. L’universo di Pataf sembra essere un luogo della memoria emotiva: Pataf passeggia tra i vari richiami a delle icone artistiche ben ancorate nell’immaginario collettivo, e compare nel Bacio di Klimt o sulla cresta dell’onda di Hokusai. Questo suo modo ingenuo di entrare nelle grandi opere d’arte, o di apparire all’improvviso in forma concreta sul tavolo dove stiamo mangiando, o ancora di trovarsi pensieroso sotto ad un uovo penzolante, ci fa sorridere e lo rende subito “amico”.

Pataf: Il Bacio Klimt / Food Pornography – OraZero – Foto di Stefano Adami

Pataf sembra essere tra di noi per cercare di dirci qualche cosa, come in una sorta di cinema muto, questo omino ci trasmette parole, immagini ed emozioni che entrano nel nostro inconscio spazio dei ricordi e ci intenerisce.

Pataf: 65 d’Ombra @Food Pornography – OraZero – Foto di Stefano Adami

Cerchiamo di ascoltare questi messaggini del piccolo Pataf, chissà cosa avrà da dirci o raccontarci. Guardiamo alle pareti, sui tavoli o, chissà, magari anche dipinto nei marciapiedi milanesi!

Ecco come si presenta il piccolo Pataf, con parole sue:

Non si sceglie di essere “disegnati” in un un certo modo. Ti ci trovi e quella rappresentazione col tempo finisce perfino per piacerti. Diventa comoda e non spaventa gli altri. Ti vedono così, sognatore e  un po’ goffo e tu glielo lasci credere, Ammodo  e scanzonato e tu glielo lasci credere, Pacato ed incapace di reagire e tu glielo lasci… Gli lasci l’illusione di quella neutralità che al contrario nasconde una miriade di pensieri aggrovigliati. Così tanto da renderti  a volte immobile, con uno sguardo trasognato rivolto ad un apparente niente che invece è infinito.   Non è questione di distacco. Soltanto scegli attentamente chi cammina al tuo fianco e ti attorni di persone con un intelletto uguale al tuo, altrimenti non troveresti stimoli. Del resto il Silenzio si raggiunge dopo un lungo percorso, il bianco e nero dopo una vita di “ma” e “forse”. Io ora so stare senza rumore e ci sguazzo nell’ombra, sapendo di poterne uscire quando la giusta luce ne valga davvero la pena.   Non saprei arrampicarmi sulla Luna se mi avessero disegnato diversamente, non affronterei onde così alte e non sarei in grado di tenere tra le mani bolle tanto delicate senza farle scoppiare. Non sarei Pataf.   Non chiedetemi però di cucinare nemmeno un uovo, a quello ci penserà Giorgio in un modo che non vi aspettereste. Pataf

Photo Gallery by Stefano Adami:

Parole di Elisa Da Rin Puppel (e citazione finale di Pataf)

Immagini di Stefano Adami

 

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