Londra. Un quartiere del piacere al British Museum: svelati i segreti delle geishe

Londra. Un quartiere del piacere al British Museum: svelati i segreti delle geishe

Siete a Londra durante una giornata uggiosa e volete dare una svolta eccitate alla vostra giornata? La nostra blogger londinese Mara Cimatoribus ci propone un’intrigante viaggio alla scoperta dei quartieri del piacere dell’antico Giappone al British Museum. La curiosa mostra pseudo voyeuristica rimarrà aperta fino al 3 novembre…ed è solo un piccolo assaggio della grande mostra interamente dedicata all’arte erotica giapponese: Shunga – sex and pleasure in Japanese Art

In una domenica di pioggia decisi di cercare riparo al British Museum: giusto all’entrata, sulla destra, c’è la Room 3, una stanza non troppo grande, dalla quale sentii provenire una musica orientale. Attratta, seguii la scia di note fino a trovarmi di fronte ad una  teca al cui interno era custodito un paravento formato da sei pannelli, attribuiti a UtagawaToyoharu (1735-1814) e appartenenti al periodo Edo (1603-1868).  Sui pannelli, dipinti con inchiostro, colore e oro, sono raffigurate cinque cortigiane (oiran) sedute su un tappeto rosso, circondate da altre quattro cortigiane tirocinanti (shinzō). Vestite tutte con abiti ricchi ed elaborati le vediamo, in attesa dei clienti, impegnate in diversi passatempi all’interno di una stanza munita di una grata, dietro la quale, a segnare l’ingresso, sono appese delle tende rosse.

Così per mezz’ora (il tempo della mia visita) entrai in contatto con il cosiddetto “floating world” (ukiyo), ovvero il mondo fluttuante, quello spazio creato per intrattenere e divertire gli uomini nel Giappone di fine Settecento. Diventata quasi una filosofia di vita, questo mondo offriva un messaggio molto più invitante e seducente rispetto a quello del governo militare che in quegli anni regolava quasi ogni aspetto della vita quotidiana, e promuoveva dovere e duro lavoro: l’ukiyo invitava gli uomini ad arrendersi al piacere del momento.

Non si parlava solamente del piacere carnale, ma si trattava di “vivere momento per momento; cantare canzoni e bere sake guardando la luna, la neve, i fiori di ciliegio e le foglie d’acero; lasciandosi allegramente trasportare dalla corrente del fiume, come un recipiente che galleggia nell’acqua: ecco ciò che noi definiamo mondo fluttuante” (AsaiRyōi, Tales of the Floating World, 1661)

La cultura del “floating world” si è sviluppata a Yoshiwara, un ‘quartiere del piacere”, progettato appunto per il divertimento di uomini d’affari e ricchi mercanti. Circondato da un muro e da un fossato, funzionava come una città nella città. All’interno, molti bordelli, teatri e sale da tè vedevano impiegati sia uomini che donne, i quali accoglievano visitatori di ogni ordine.

Harunobu, Kasamori Osen and Segawa Kikunojo

Harunobu, Kasamori Osen and Segawa Kikunojo

Lo stile di questo “mondo fluttuante” ci è noto oggi grazie essenzialmente a xilografie e pergamene; proprio per questo i sei pannelli esposti al BritishMuseum assumono un valore importantissimo, in quanto sono una delle poche raffigurazioni su larga scala del periodo Edo.

“Il nostro mondo è diverso da quello comune…Se ci fossimo vestite come donne normali, come diavolo ci sarebbe riuscito di attirare gli amanti?” (una cortigiana, tardo 1730)

Affascinata e ancora cullata dalla musica in sottofondo, scivolai di nuovo nella realtà.

Questa dimensione mi ha talmente coinvolta che ho rispolverato il mio kimono e mangiato sushi per quattro giorni!

(L’esibizione sarà disponibile fino al 3 Novembre)

Visita anche il blog personale di Mara Cimatoribus: Artheraphy

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