The Glamour of Italian Fashion: Londra esplora la Moda Italiana

The Glamour of Italian Fashion: Londra esplora la Moda Italiana

The Glamour of Italian Fashion ha aperto le porte al Victoria and Albert Museum di Londra.

Si tratta di un’importante retrospettiva sulla moda italiana fortemente voluta dal pubblico inglese e grazie alla sponsorship di Bulgari, pilastro del Made in Italy, che può contare sulla presenza di storici capi a partire dalle prime coutures fino alle creazioni più attuali di Versace e Dolce e Gabbana.

I protagonisti

L’esposizione mira a riproporre il mito italiano dopo l’ultima personale del 2006 sulla figura della giornalista Anna Piaggi. Protagonisti sono i personaggi più giovani, che spesso conosciamo meno, ma  che attirano l’attenzione dell’ambiente internazionale. Spicca tra i nomi dei protagonisti anche il giovane designer Fausto Puglisi e i direttori creativi della maison Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli,  sostenuti dalle altre storiche case di Rubinacci, Pucci, Prada, Fendi e Ferrè.

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Tessuti e Tagli di lusso

Il focus comune verte su come l’Italia abbia investito sul tessuto e sul suo uso sia all’interno dell’industria sia al livello di maestria del taglio e manifattura: in particolare l’impiego di materiali lussuosi e la produzione sartoriale specializzata, che attribuiscono un’immagine dinamica all’uomo e ricercata alla donna.

A ritroso nella storia della moda

L’itinerario inizia con l’ambientazione delle prime sfilate italiane del 1951/1952, rivivendo le atmosfere delle passerelle della Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze: i vestiti di Simonetta e gli spettacolari abiti da sera delle Sorelle Fontana che divennero molto richiesti nei Grandi Magazzini di tutta Europa e America.

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Il Made in Italy in USA

Fu proprio l’America che, nel dopoguerra, fornì la maggior parte di buyers e amatori venuti in Italia per portare nella loro terra i colori e la bellezza italiana, e anche per merito loro possiamo ricordare un passato cosi florido e produttivo. Il designer italiano che capì per primo le radici di questa proficua collaborazione fu Salvatore Ferragamo che inaugurò  il suo primo Atelier in California e, solo dopo aver capito i sistemi vincenti del popolo più consumista,  decise di aprire la sua boutique  a Firenze  portando con sé i suoi clienti più affezionati.

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Un’altra casa di moda che deve il suo iniziale successo alla vendibilità dei suoi prodotti ad un pubblico americano fu Missoni: i suoi filati, gli ornamenti e la rinomata produzione artigianale rappresentarono oltre oceano la reincarnazione del mito mediterraneo .

All’interno del percorso viene ricordato anche il fortunato disegnatore che arrivò ad essere considerato il primo vero stilista ad aver lanciato in Italia la moda veloce , Walter Albini;  assieme a Fiorucci creò e adeguò  la moda del Bel Paese alle richieste di mercato, utilizzando temi giocosi e colorati adatti ad una fascia di popolazione più giovane.

Fashion&Stars

Indimenticabili sono le star del cinema che indossarono e promossero lo stile italiano: l’accoppiamento vestito-gioiello fu un altro must italiano riconosciuto nel mondo grazie a Elizabeth Taylor e Audrey Hepburn, ambasciatrici del lusso italiano nelle produzioni hollywoodiane ambientate a Cinecittà.

Dresses worn in films are seen displayed during a media preview of the "The Glamour of Italian Fashion 1945-2014" exhibition, at the Victoria and Albert Museum in London

L’esposizione si conclude con uno sguardo e una riflessione sul  futuro del Made In Italy e la sua influenza nel mondo: le interviste ai designers più quotati e il pensiero di Franca Sozzani, editor di Vogue, lasciano trasparire la tenacia e la passione che gli italiani impiegano nel loro lavoro.

Nonostante la difficile situazione economica che ha portato in alcuni casi  a trasferire interi uffici vendita e distretti produttivi in paesi asiatici,  la forza della moda italiana rimane la sua giocosità e l’importanza del brand; lo stile ingloba sia arte che cultura, ed è quest’ultima che cambia e si aggiorna in maniera rapida ed impercettibile.

Qualità e creatività devono viaggiare pari passo, una sfida possibile nel nostro avvenire se solo venisse considerata come una vera forza dal nostro stesso paese, provando ad investire in enti ed istituzioni per una valorizzazione ad ampio respiro: le politiche adottate dall’autorevole museo inglese potrebbero essere un buon esempio di questa promozione.

Save the Date: The Glamour of Italian Fashion 1945-2014, fino al 27 Luglio.

http://www.vam.ac.uk/

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