Le vie del vino di Miky Degni

Le vie del vino di Miky Degni

A volte il vino può essere utilizzato anche per dipingere, agli amanti del vino, appassionati e buongustai, tale operazione può sembrare un sacrilegio, ma l’artista Miky Degni ha saputo sapientemente dimostrare che il gusto è anche nell’ispirazione artistica e nel segno che un tratto lascia libero su carta. Vi presentiamo i DIPINTI UBRIACHI di Miky Degni, in mostra a Como da martedì 3 dicembre.

La mostra: DIPINTI UBRIACHI, dal calice alla carta i colori del vino. Opere su carta di Miky Degni

Ristorante Caffè Teatro
Inaugurazione martedì 3 dicembre 2013 ore 18:30, piazza Verdi 11, Como
dal 3 dicembre 2013 al 14 febbraio 2014
mar./dom. 12.00/15.00 19.00/22.00
in collaborazione con Spazio Pedraglio

Dipinti ubriachi

Vino e Arte? Siamo voluti andare un pò più a fondo a questo concetto facendo alcune domande all’artista: ecco i segreti dell’arte del vino, o meglio, con il vino!

COSA SOGNAVI DI FARE DA GRANDE?

Esattamente quello che sto facendo e ho perseguito l’obiettivo con caparbietà.

COME SEI DIVENTATO ARTISTA?

Non si diventa artisti. Accade per necessità.

L’artista è una persona che esprime la sua personalità attraverso un mezzo a lui congeniale. Nel mio caso è successo in modo graduale. Ho iniziato lavorando in pubblicità come creativo, e avendo una particolare propensione alla curiosità, questa mi ha portato nel tempo a utilizzare gli strumenti a me affini come la grafica, la fotografia, la pittura. Quest’ultima era un modo per esprimermi non solo nell’ambito dell’advertising. Quindi, essendo io intellettualmente irrequieto, l’arte è diventata una necessità d’espressione.

Dipinti Ubriachi, Miky Degni

COSA VORRESTI ESSERE SE NON FOSSI UN ARTISTA?

Se non facessi questo lavoro, visto il mio rapporto con il mare, vorrei fare lo skipper.

Non per accompagnare turisti stressati, ma per viaggiare da solo, alla ricerca di un equilibrio interiore che solo il mare mi sa regalare.

PARLACI DEI TUOI DISEGNI CON IL VINO. COME SONO NATI?

SI ISPIRANO A UNA PASSIONE PARTICOLARE ANCHE PER IL VINO IN SE’?

Questi dipinti sono nati molto tempo fa, esattamente nel 2007, ed essendo uno a cui piace sperimentare, da quì l’idea di utilizzare il “prodotto vino” come strumento principale per dipingere e comunicare. Quest’idea piacque molto all’azienda Vinicola Triacca;  diventò così un vero e proprio piano di comunicazione per promuovere il brand dell’azienda valtellinese.

Da quel momento nacque una linea di dipinti realizzati esclusivamente con il Sassella, che diede vita alla collezione Dipinti Ubriachi e successivamente a una linea di etichette.

Ovviamente non avrei potuto fare tutto ciò se non avessi questa grande passione per il vino e per la filosofia che sta dietro le aziende che lo producono.

Dipinti Ubriachi, Miky Degni

CHE COSA VUOI TRASMETTERE CON QUESTE OPERE?

L’arte è un espressione dell’individuo umano, per tanto non può e non deve limitarsi agli standard accademici, ma essere al servizio di tutti. Il mio lavoro in generale si ispira alle persone che mi stanno intorno, a ciò che respiro quotidianamente, alla passione per la vita. Che siano fatte con il vino o con altre materie ha poca importanza. Ciò che voglio trasmettere è un certo romanticismo d’altri tempi ma in versione contemporanea.

COME DEFINIRESTI LA TUA ARTE?

In genere gli artisti non amano farsi incasellare in definizioni pre-confezionate, ma se dovessi definire il mio lavoro lo farei con questo aggettivo: retro-futurista. Con uno sguardo ai grandi del passato e uno al futuro.

PARLACI DELLA TUA ESPERIENZA CON IL LABORATORIO CHE HAI FONDATO, COSA TI DA PIU’ SODDISFAZIONE DEL TUO LAVORO?

Lo studio-laboratorio che amo definire “boutique creativa”  è nato nel 1990. Da allora ho avuto la fortuna di avere committenze  da aziende nazionali ed internazionali che mi hanno consentito di sperimentare e mettere in pratica una certa idea di comunicazione.

Come ho detto precedentemente mi è sempre piaciuto il concetto di contaminare l’arte con la comunicazione e vice versa. Del resto, Andy Wharol l’aveva capito già negli anni ‘60,  e i puristi dell’arte non me ne vogliano, ma la mia più grande soddisfazione è esprimermi ad ampio raggio, mescolando linguaggi diversi; sono convinto che solo sperimentando si possono trovare nuove forme di espressione. In fondo mi sento come un jazzista delle arti visive, e mi sento a mio agio solo quando sono libero di improvvisare, nella totale libertà espressiva con gli strumenti che ho a disposizione. Miles Davis lo faceva con la sua tromba, io provo a farlo con le immagini.

 Miky Degni

COSA TROVI DI INTRIGANTE NEL DISEGNARE CON UN ELEMENTO COME IL VINO? HAI MAI PENSATO DI DIPINGERE ANCHE CON ALTRE SOSTANZE COMMESTIBILI?

La cosa intrigante che trovo nel dipingere con il vino è che non lo puoi controllare, e quindi l’azione pittorica diventa un fatto istintivo, gestuale; e l’istinto è la mia migliore caratteristica.

Con altre sostanze commestibili sinceramente non ho mai dipinto, però in passato ho utilizzato prodotti per il make up, come smalti per le unghie, glitter e rossetti di Mac Cosmetics per creare la collezione di tele dal titolo Sex Oriented, un vecchio lavoro ispirato alle volgarità televisive del nostro tempo.

QUAL E’ IL TUO RAPPORTO CON IL CIBO?

Questa è un’ottima domanda. Il mio rapporto con il cibo è viscerale, ed essendo un italiano doc adoro i rituali della cucina. In Italia si mangia e si beve bene ovunque, ma la vera differenza è data dalle atmosfere che ogni regione sa regalare. Personalmente sono un amante della cultura siciliana, terra che frequento da anni per le sue bellezze naturali, per il suo mare e, ovviamente, per i piaceri del palato. Il cibo e il vino italiano sono il savoir vivre che tutti ci invidiano.

Chi è Miky Degni?

Miky Degni

Miky Degni, Milano 1961.

La sperimentazione è il suo motore di ricerca.

Nel 1990 fonda Segnidegni, atelier e laboratorio creativo che opera per il mondo dell’arte e della comunicazione.

MD lavora contemporaneamente come art director,  graphic designer e artista mescolando grafica, fotografia, pittura e design, proponendo al mercato uno stile unico che ha fatto del suo lavoro un marchio inconfondibile.

Tra i suoi lavori si ricorda: la trilogia Anima & Corpo, che comprende una collezione di dipinti ispirati alla figura femminile, una di alta gioielleria e l’opera permanente realizzata per l’hotel design Alexander Museum di Pesaro.

Il manichino è Mobile, esposto al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano;  Canzoni Dipinte, realizzato sul disco Solidago della cantante jazz Cristina Zavalloni; e la partecipazione alla 54a Biennale Venezia “l’Arte non è cosa nostra” a cura di Vittorio Sgarbi.

 Galleria Opere:

 

 

 

 

 

 

 

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