L’arte che cambiò l’arte.Una mostra di altri tempi: Ossessione Nordica

L’arte che cambiò l’arte.Una mostra di altri tempi: Ossessione Nordica

Fù definita “Ossessione nordica” la scia di creatività proveniente dal nord che influenzo e cambiò per sempre il fare arte in Italia.

Il fascino creativo di tale periodo  per la prima volta in una grande mostra che documenta quanto i “Nordici”, Böcklin, Hodler, Klimt, Klinger, von Stuck, Khnopff e gli Scandinavi di varie tendenze come Zorn, Larsson o addirittura Munch, abbiano meravigliato i nostri artisti tanto da lasciare un indelebile scia creativa.

A cavallo tra Ottocento e Novecento questi capolavori giunsero alle Biennali Veneziane e cambiarono il modo di creare e vedere questo tipo di arte.
I paesaggi del profondo nord, i ritratti, le scene di interno conducevano a mondi e a sensibilità diverse, lontane, potenti.

ossessione nordica mostra arte

Un fascino palpabile, intrinseco, intimo ma esplosivo.

“Raccontavano altri luoghi, reali e fantastici, popolati di sentimenti profondi, di miti, di sogni, di simboli”.

L’arte nordica occupò, infatti, il ruolo di protagonista nelle prime edizioni della Biennale di Venezia (che nasce nel 1895), a fianco dei residui dell’arte pompier e delle manifestazioni dell’ufficialità accademica internazionale, rappresentando un elemento di novità e la vera svolta verso quel linguaggio e quella sensibilità moderna e talvolta rivoluzionaria.

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Gli artisti italiani, dotati di una sensibilità e di una cratività acuta, furono stregati dalle opere di Klimt, Böcklin, Hodler, Klinger e Munch, a tal punto che ne furono inspirati nelle loro elaborazioni artistiche.

La mostra seleziona un gruppo di opere fondamentali nel tracciato della scelta ‘nordica’ delle prime Biennali; tra queste, in particolare, quelle che hanno determinato le linee artistiche e culturali destinate a segnare indelebilmente l’arte italiana del primo Novecento.

Il percorso prende il via dal racconto delle prime Biennali e dalla loro evoluzione: da vetrina dell’arte storica e pompier al trionfo del Simbolismo con successiva forte attenzione alle Secessioni di Monaco, Vienna, Darmstadt e alle conseguenze sui vari filoni dell’arte italiana.

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Il percorso espositivo presterà attenzione al momento svizzero della cultura tedesca, con Böcklin e Hodler, così come ai grandi viennesi e tedeschi, Klimt, Klinger e von Stuck, impegnati tra evocazioni mitologiche e dense interpretazioni simboliste dei miti non meno che della vita e dell’anima della belle époque mitteleuropea.

Si parlò di una Ossessione Nordica.

Gli artisti italiani, influenzati fortemente, ciascuno secondo la propria sensibilità, diedero vita ad un’epidemia che contagiò più di una generazione di artisti, come De Chirico, De Carolis, De Maria, Sartorio, Morelli, Previati, Laurenti, Fortuny, Wolf Ferrari.

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La mostra sarà esposta a Palazzo Roverella di Rovigo dal 22 febbraio al 22 giugno.

Un percorso di enorme fascino, ricco di infinite sfaccettature, frutto di sensibilità diversissime. E proprio per questo seducente a tal punto che in modo “pacifico” conquistò e cambiò l’arte in Italia.

Articolo di Lorenzo Chiaro

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