L’Animo Puro di Yayoi Kusama in Mostra a Tokyo

L’Animo Puro di Yayoi Kusama in Mostra a Tokyo

‘All About Love’. Il titolo di quest’opera di Kusama Yayoi potrebbe essere preso come emblema dell’intera personale “MY ETERNAL SOUL” – in mostra al Tokyo National Art Center fino al 22 Maggio 2017. Possiamo dire infatti che le opere della famosa artista giapponese siano interamente basate sull’amore sconfinato per l’arte che da sempre l’accompagna.

YAYOI KUSAMA TOKYO 2017

Entrando nella grande sala espositiva che da il via alla mostra, veniamo subito travolti da una miriade di dipinti multicolore che ricoprono le pareti fino al soffitto. A novant’anni compiuti, Yayoi Kusama sembra ripercorrere il proprio trascorso artistico con una collezione ‘formato Instagram’ che pare essere una sorta di diario pittorico dell’eclettica Kusama. Come accennato prima, le opere di Yayoi sono sempre state frutto di esperienze di vita ed emotive; ed il percorso espositivo in mostra a Tokyo è un vero e proprio cammino attraverso paure ed ossessioni dell’autrice.

Ma iniziamo a scoprire Kusama Yayoi fin dai suoi albori in campo pittorico. Entrando nella seconda sala, ad un visitatore non ferrato sull’argomento potrebbe risultare difficile riconoscere chi vi è dietro ai dipinti su tela, raffiguranti nature morte, echi di un Dalì accademico. La giovane Yayoi, ancora residente in Giappone, non sembra esser pronta per lasciar trasparire il proprio mondo interiore, nei primi dipinti quindi notiamo una tecnica eccezionale, ma nulla più

Yayoi Kusama_Accumulation

E’ solo dalla terza stanza che entriamo finalmente in quello che è ilfamoso mondo a pois che connota l’artista nipponica. Sono ormai gli anni ’60 del Novecento e Yayoi si trasferisce a New York: l’apertura mentale e il movimento hippie dell’America del ’68 fanno in modo che Yayoi si possa esprimere nella sua totalità. Durante questi anni la vediamo lavorare ininterrottamente, in maniera compulsiva, trasformando le proprie allucinazioni e paure in pareti ed oggetti interamente coperti da pois. La produzione artistica di questi anni darà vita alle famose “Obsessive Series” e alle “Accumulations”.

Sempre in questi anni, l’artista si cimenta anche nella realizzazione di oggetti in 3D, che chiamerà “Soft Scultures” (“sculture morbide”), poiché realizzate in tessuto e materiale soffice. Guardandole non vi è alcun dubbio su quale fosse la sua ossessione in quel periodo: nella realtà Newyorkese, satura di lotte pacifiste all’inno di “Fate l’Amore non la Guerra”, Yayoi rivela il suo “animo puro” ricoprendo le sue sculture con prominenze falliche, facendo così trasparire la sua fobia nei confronti del sesso.

Elisa covering the wall with polka dots_yayoi kusama

Il suo “pure soul” (espressione utilizzata anche come titolo a varie personali), sarà il passepartout per non sfociare mai nella volgarità, nonostante il suo attivismo nelle manifestazioni hippie della New York sessantottina. La partecipazione attiva ai movimenti anticonvenzionali è espressa in toto nella serie “Self-Obliteration” (1967). Tale raccolta consiste in un’infinità di installazioni e performance che vedono l’affascinante giapponese come protagonista, la somma delle quali diventerà poi un cortometraggio, dove lei cammina nuda per le strade della Grande Mela, o girovaga in kimono coprendo i muri della città con dei pallini di carta.

Nel 1970, però, lo stile di Yayoi Kusama cambia improvvisamente caratterizzandosi da colori cupi ed immagini legate alla morte. Che cosa è accaduto?

Dalla biografia scopriamo che in questi anni due gravi perdite segnano l’artista: la prima è la scomparsa del suo amato Joseph Cornell, l’uomo che è stato per lei non solo un amante, ma anche un padre ed un protettore. Poco dopo le viene a mancare anche il padre e, specialmente per una donna con un chiaro Complesso di Elettra, questo è un totale shock.

YAYOI KUSAMA TOKYO 2017

Nel 1973, poi, Yayoi decide di tornare in patria e mostrare la sua arte. Il Giappone degli anni ’70, però, non è ancora pronto ad accogliere una tale libertà di espressione ed una forma d’arte così impattante e diretta. Il suo ritorno a casa perciò si rivela essere un fallimento oltre che una delusione.

Ad ogni modo Kusama Yayoi è sempre stata una donna forte e determinata e, nonostante le sue paure, non si è mai arresta agli sfregi della vita. Così ben presto decide di ritornare a New York, in un Paese che non solo è all’avanguardia e pronto a comprendere il suo stile, me che le darà la possibilità di diventare famosa e riconosciuta a livello mondiale evidente nelle opere più recenti esposte in mostra.

Parole ed Immagini di Elisa Da Rin Puppel

Condividi Articolo:

Scrivi un commento

commenti