Il favoloso mondo di Kyoko Dufaux

Il favoloso mondo di Kyoko Dufaux

OraZero vi ricorda la mostra “Una Tazza Per Te” di Kyoko Dufaux nella galleria Arte Giappone di Brera, Milano. Ma chi è Kyoko? Scopriamolo assieme in un’intervista esclusiva dell’artista giapponese ad OraZero.

Kyoko, la prima domanda che ti vogliamo fare è perché rappresenti quasi elusivamente animali nelle tue opere e realizzazioni?

Beh…gli esseri umani sono un problema per me, con loro io ho un problema di comunicazione. Diciamo che non capisco gli esseri umani, e dunque un artista non può ritrarre ciò che non concepisce a pieno.

Quali sono i tuoi animali preferiti? Che rapporto hai con loro?

Mi piacciono tutti i tipi di animali, dai domestici a quelli selvatici che ho visto nella savana durante il mio soggiorno in Africa o in Cambogia. Se dovessi scegliere una categoria però, sceglierei i volatili.

kyoko Dufaux_una tazza per te

Quando hai iniziato a dipingere?

Ero ancora una giovane studentessa, fin dal liceo mi ha sempre affascinato il mondo naturale. Ero ammaliata in particolar modo dalle piante e dagli insetti.

Possiamo dire che in questa rappresentazione del naturale vi siano delle tracce di Scintoismo intesa come fede animista giapponese che crede nella rappresentazione degli dei nella natura?

No, non credo. Non mi definisco scintoista, anche se credo fermamente che la Natura abbia un potere intrinseco.

Lynx des foret2 (2)

Qual è lo scopo finale della tua arte?

Lo scopo è sociale. Anche se, come ho accennato prima, per me è difficile capire gli esseri umani, ma al tempo stesso vorrei che la mia arte aiutasse le relazioni tra gli esseri umani, avvicinandoli e facendoli sentire un tutt’uno partecipe con il mondo animale e naturale. Una delle collaborazioni delle cuali vado più fiera è proprio quella con lo Shop Samam di Milano e i workshops che ho fatto con i ragazzi tossicodipendenti.

Che sentimento vuoi suscitare nello spettatore che ammira un tuo quadro?

Un sentimento di amicizia, intimo, molto semplice ma profondo. Vorrei che il dipinto fosse proprio come un amico che ci si siete accanto in un salotto, in grado di rilassarci e farci provare un senso familiare di pace.

Kyoko Dufaux

Quali sono i tuoi modelli? Da dove prendi ispirazione?

La mia creazione è sempre ricollegata alla “memoria”. Ricordo il mio passato e i miei viaggio. Per i modelli, mi rifaccio sempre alle foto che ho scattato io stessa durante i miei soggiorni in Africa e alla natura del parchi giapponesi.

Perché il tema di questa mostra è proprio la “chawan” – tazza per il tè giapponese?

Quello che voglio è rappresentare la mia identità giapponese. Credo che, a differenza di una tazza qualsiasi, la chawan esprima un forse senso di “giapponesità”. Per noi giapponesi la “chawan” non identifica solamente il cerimoniale del tè, ma si rifà a moltissimi altre sfaccettature quotidiane. Per esempio, noi utilizziamo il termine “tazza” nei proverbi e modi di dire: se una persona è molto gentile e generosa diciamo che essa possiede una grande tazza, al contrario, se la persona è tirchia, diciamo che possiede una tazza piccola

器が大きい。 Utsuwa  ga oki. (Ha una tazza grande, è molto generoso)

器が小さい。 Utsuwa ga chisai (Ha una tazza piccola, è tirchio)

Kyoko dufaux

Sebbene io non pratichi la “cha-no-yu” (cerimoniale giapponese per il tè n.d.a), sono conscia del valore culturale di questa pratica antica. Mi affascina il fatto che nel Medioevo tale cerimoniale fosse molto elitario, e che le tazze tramandate dai grandi maestri del tè abbiano un valore equivalente alle grandi cattedrali occidentali. Tutt’oggi ci sono chawan che non hanno prezzo.

Cosa rappresenta per te il teatime?

Quando diciamo “tè”, per noi giapponesi non si tratta solo di una bevanda, ma di qualcosa di diverso, più radicato nella nostra cultura. E’ qualcosa che amo profondamente, perciò posso trasferirci le mie emozioni ed esprimerlo a livello artistico.

Hai una chawan tua che preferisci?

Si, la mia è rossa fatta con una ceramica Kyomizu di Kyoto.

Kyoko Dufaux

Ed è con questa immagine di una red-chawan che ringraziamo Kyoko Dufaux per la sua intervista esclusiva. Ricordiamo che la mostra “Una tazza per te” rimarrà aperta fino al 30 gennaio

presso la galleria Arte Giappone di via Ciovasso 1, Milano

Orario : 14 :00-19 :00, lunedì,sabato e festivi chiuso.

Chiuso per le festivitá natalizie dal 20 dicembre al 12 gennaio.

 

Parole di Elisa Da Rin Puppel e Kyoko Dufaux

 

 

 

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