Geisha nell’anima

Geisha nell’anima

Questa settimana OraZero presenta una new entry: Silvia Taddei, una scrittrice amante spassionata e appassionata della letteratura giapponese, perfetta per la nostra rubrica Carta&Inchiostro.

Il Giappone è il Paese per eccellenza per l’esaltazione della carta e della calligrafia. Con questo inno al lontano Far East scritto da Silvia Taddei, OraZero aspetta l’Asian Art milanese 2013 che vedrà l’Oriente protagonista a Milano dal 15 al 25 maggio.

Il Giappone per me

Il Giappone è la sicurezza di camminare per strada senza che ti succeda niente di brutto.

E’ la bellezza di un dolcino ai fagioli azuki.

E’ sapere che se sei lì è solo per merito tuo.

E’ la felicità di sentirsi trattata da giapponese anche se non lo sei.

Si dice che studiare ciò che è molto diverso da te ti aiuti a crescere e a capire meglio te stesso. Mentre ero in Giappone ho pensato molto spesso che forse è vero…

L’amore per il Giappone e la Letteratura

Nel 2009 ho letto la versione inglese del libro che sarebbe diventato il mio argomento di tesi magistrale: Autobiography of a geisha, traduzione dell’originale di Masuda Sayo a cura della professoressa australiana Gaye G. Rowley, attualmente insegnante all’Università Waseda di Tokyo.

Mi sono procurata l’originale in giapponese di Masuda Sayo, dal titolo Geisha. Kuto no Hanshogai 芸者―苦闘の半生涯, letteralmente “Geisha. Una metà vita di sofferenze“, storia di una bimba illegittima venduta dai genitori a una casa di geisha di Suwa, in provincia di Nagano. Bistrattata e tormentata, venduta al miglior offerente e resa l’amante di un boss della mafia giapponese, è la storia di una donna che è talmente infelice da non sapere che possa esistere qualcosa come la felicità. Finché non prova il vero amore.

Geisha nell'anima, credits Silvia Taddei

Odi et Amo – Geisha dentro, Samurai Fuori

Ad essere sincera, quello che mi aspettavo da un’autobiografia di una geisha era lo splendore dei kimono, del trucco e delle acconciature, i dettagli del lusso delle case da tè e degli ambienti sofisticati a cui altre letture mi avevano viziata. All’inizio ho trovato lo scritto di Masuda difficile da affrontare, sgradevole: non volevo vedere quello che lei vi descrive. I dettagli spiacevoli quali le nottate trascorse tra le braccia di uomini gretti e depravati, le maldicenze tra “sorelle geisha”, i pettegolezzi, i pianti e le percosse; tutto questo rappresenta ciò che per Masuda ha significato “essere geisha”.

Autobiografia di una geisha, credits Silvia Taddei

In seguito, però, mi sono innamorata della sua forza, del suo sense of humour, della sua capacità di trovare il lato bello anche nell’esperienza più logorante.

E’ per questo che ho deciso di tradurre le sue parole in italiano e di commentarle. E devo dire che, nonostante le difficoltà e la fatica, è un lavoro che mi ha dato una grande soddisfazione.

Silvia Taddei – Kimono Style

Silvia Taddei

Nata a Rovereto nell’ottobre 1987, fin dal liceo innamorata delle letterature, prima quella greca, poi quella latina e alla fine quella giapponese. La passione è nata dalla lettura di Setouchi Harumi (La virtù femminile) e di Natsume Soseki (Il cuore delle cose), che mi hanno fatto sognare, studiare e amare il Giappone in modo incondizionato.

Mi sono laureata in Lingue e Culture dell’Asia Orientale nel 2009, con un breve scritto sul romanzo “Onnazaka, la salita delle donne” di Enchi Fumiko, ho mostrato da sempre la predisposizione ad affezionarmi a eroine sfortunate e infelici. Sono fatta così!

Testo di Silvia Taddei. 
Immagini: In coperina Araki Nobuyoshi, nell'articolo le calligrafie tratte dalle bozze di Silvia Taddei.
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