DIMMI CHE BARBIE TI PIACE E TI DIRO’ CHI SEI

DIMMI CHE BARBIE TI PIACE E TI DIRO’ CHI SEI

OraZero propone il sondaggio: DIMMI CHE BARBIE TI PIACE E TI DIRO’ CHI SEI

Ebbene si, è stato appurato che la Barbie con la quale giocavamo (o avremmo voluto giocare da piccoli) è riflesso della nostra personalità di oggi.A definire i nostri hobbies e propensioni non è stata solo il tipo di #Barbie preferita, ma anche come ci giocavamo…ad esempio: le parrucchiere di oggi sicuramente le tagliavano e tingevano i capelli, le stiliste le creavano i vestiti, le brave cuoche la facevano giocare in cucina…e cosi via..

Ecco la risposta di una delle nostre lettrici: Alessandra Rovetta si svela in una dettagliata auto-analisi with Barbie

Taggata in un post, è bastato un post per scatenare ricordi ed entusiasmo. E come non poter dire la mia e manifestare la mia preferenza al gioco icona della mia infanzia?!

Ammetto con velata vergogna che anche molto grandicella mi intrattenevo con loro, le mie Barbie che avevano la meglio sulle bambole. Ne avevo tantissime e aggiungendo anche quelle di mia sorella e i regali che arrivavano a Natale, compleanni e promozioni scolastiche casa nostra ne era un’invasione. A me piaceva acconciarle, cambiarle i vestiti (oggi si dice scegliere l’outfit… ci siamo evolute ma il piacere della moda rimane una costante), cambiare in continuazione l’arredamento della casa, e creare storie.

Ma oggi, diventata adulta non sono né parrucchiera, né stilista (e/o personal shopper), né arredatrice d’interni, né attrice o scrittrice. Mi piaceva giocare con le Barbie perché potevo crearmi un mondo che mi attraeva…adoravo giocarci perché avevano ciò quello che non avevo io, in primis, appunto l’essere grande e libera.

Come sopra detto non avevo un’unica Barbie verso la quale manifestavo una morbosa preferenza… mi piacevano tutte! Ed erano tutte bionde, rigorosamente bionde!

La Barbie è sempre la Barbie e rappresentava ciò che non eravamo, ciò che sognavamo.

Allora io sognavo di essere e fare tante cose. La realtà ahimè si è rivelata un’altra. Ma qui e ora voglio solo ricordare con dolce nostalgia quei tempi in cui tornavo a casa da scuola e, ancora con la cartella sulle spalle correvo in camera a controllare la situazione, se era tutto in ordine (perchè mia sorella, più piccola, era famosa per mangiucchiare le mani… e non solo)…e mi trattenevo lì, sistemavo e giocavo un po’, e poi di corsa a pranzo, pronta a tornare più tardi dopo i compiti e la merenda.

Eh già, sono cresciuta così: a pane e Barbie.

Ma veniamo all’obiettivo del post suggerito da OraZero, ovvero individuare Dimmi che Barbie ti piace e ti dirò chi sei.

Passo a snocciolare la mia top list:

Barbie Day & Night. Eccola qua, un'anteprima degli outfit proposti oggi ovvero come passare dal lavoro all'aperitivo

Barbie Day & Night.

1) Barbie Day & Night. Eccola qua, un’anteprima degli outfit proposti oggi ovvero come passare dal lavoro all’aperitivo

BARBIE LUCE DI STELLE

BARBIE LUCE DI STELLE

2) Barbie Luce di Stelle. Abito stellare in tutti i sensi, rigorosamente rosa (in diverse varianti: dal fucsia al rosa caramella) e fornita tanto di mantello che all’occorrenza diventava parte dell’ombrello; la sua particolarità è che al buio le luccicava il vestito…. tutte quelle stelline sembravano la porticina di accesso ad un mondo fatato; avevo pure il letto a baldacchino, luce di stelle pure lui.

BARBIE MOVIMENTI MAGICI

BARBIE MOVIMENTI MAGICI

3) Barbie movimenti magici. Ovvero Barbie fotomodella ma di quelle avanti nel senso che sulla schiena era posizionato un interruttore, una piccola levetta per azionare quel meccanismo che le permetteva di muovere le braccia come fanno le modelle…. e un vestito di quell’azzurro oggi inconfondibile e desiderato che era già – col senno di poi – una manifesta preferenza per il luccichio di Tiffany.

BARBIE FIOR DI PESCO

BARBIE FIOR DI PESCO

4) Barbie Fior di Pesco. Il ricordo in cui feci la sua conoscenza è indelebile e tuttora molto nitido: ricordo quel tendone pieno di giocattoli e mi sono innamorata a prima vista di quella barbie… quella gonna impalpabile che oggi potrebbe ricordare quella indossata da Carrie in Sex and the City quando ritrova, all’ultima puntata dell’ultima serie il suo John Preston, aka Mr Big.

Questo gioco, questo salto nel passato alla fine è un lavoro di auto-analisi. Con il senno di poi e con la coscienza, l’esperienza e la maturità di un’adulta, è tutto una metafora della propria vita. Prediligere un gioco piuttosto che un altro e, nel caso specifico, una Barbie piuttosto che un’altra, non era altro che già tracciare le proprie preferenze, le proprie paure, i propri desideri.

Quindi possiamo dire di essere ancora dei bambini? E ancora bambini avevamo già il potere, seppur inconsapevole, di essere già adulti? Non ci stacchiamo mai da quelle che sono le fasi della vita che si tende piuttosto a distinguere più per comodità di prassi antropologica.

E non penso che questo gioco del “pick your Barbie” fosse meramente una distrazione dal presente per tuffarci nel passato ma, anzi, un punto di partenza, una chiave di lettura per fermarci e fare il punto della situazione su dove siamo. E soprattutto se non sia il caso di comportarci come adulti ma con un pizzico di infantilità, intesa nel senso più buono e costruttivo del termine.

Articolo di Alessandra Rovetta

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