Diario di viaggio alla scoperta del Rooibos #2: il tè rosso di Carmien Tea e l’Old Village

Diario di viaggio alla scoperta del Rooibos #2: il tè rosso di Carmien Tea e l’Old Village

Il viaggio in Sudafrica alla scoperta del tè rosso Rooibos con OraZero continua…ecco la seconda pagina del nostro Diario di viaggio:

Read here the English version of this article

Oggi è il grande giorno: da mesi abbiamo appuntamento durante la giornata del 24 marzo per una visita guidata alla Carmien Tea Farm – una delle aziende produttrici di tè Rooibos più importanti del Sudafrica. A farci da guida ci aspetta Marina Nefdt, esperta in Rooibos tea e fedele collaboratrice di Mientjie Mouton, la quale ha sviluppato l’azienda di famiglia con il nome di CARMIEN (una sorta di acronimo tra il suo nome e quello della sorella gemella Carmen Niehaus – oggi una delle più importanti food editor del Paese).

Il loro progetto nasce più di 10 anni fa, presso la Brakfontein Estate nelle vicinanze della città di Citrusdal nel Cederberg dove ci troviamo ora. Dalla Hebron Guest House, dove alloggiamo, alla farm sono solo pochi minuti di macchina, Marina ci suggerisce di arrivare il prima possibile: sono giorni di raccolta e lavorazione del Rooibos molto intensi, tutti i sono impegnatissimi!

CARMIEN TEA FARM

Al nostro arrivo Marina ci accoglie con un largo sorriso, è proprio così come ce la immaginavamo: simpatica ed affabile! Assieme ci addentriamo subito in una passeggiata tra le piantagioni per scoprire le sembianze del tanto ricercato cespuglio chiamato Rooibos (oppure Rooibush, dall’afrikaans “cespuglio rosso”). Come già ci avevano preannunciato il momento di raccolta del Rooibos è quasi al termine, in Sudafrica ora è autunno, la stagione ideale per lavorare le foglie di questa pianta facendola essiccare al sole prima delle grandi piogge invernali. Riusciamo comunque a vedere e toccare con mano i piccoli cespugli tagliati a pochi centimetri di altezza dal suolo.

Diario di viaggio alla scoperta del Rooibos n.2, Carmien Tea farm - picture by Stefano Adami

Marina ci spiega che l’Aspalathus Linearis raggiunge circa 1 metro e mezzo d’altezza, esso viene piantato direttamente in campo, oppure le pianticelle vengono trapiantate poco dopo la germinazione e sono lasciate crescere per un anno intero. Dal secondo se ne può iniziare la raccolta mietendolo quasi interamente e lasciando successivamente asciugare le foglie al sole dopo averle bagnate con dell’acqua. Si tratta di un processo totalmente naturale – della durata di sole 24 ore – nel quale gli unici agenti esterni che intervengono sono l’acqua e il sole.

Diario di viaggio alla scoperta del Rooibos n.2, Carmien Tea farm - picture by Stefano Adami

Attorno alle piantagioni vediamo delle piccole dimore, si tratta delle abitazioni dei lavoratori che vivono all’interno dell’azienda con le loro famiglie. Marina ci spiega che uno degli obiettivi di Carmien è lo sviluppo sostenibile, infatti è presente un corpo di middle management che si prende cura della comunità. Scorgiamo anche una scuola, dove i figli dei dipendenti possono crescere e studiare in armonia le basi di botanica ed agricoltura. Ci rendiamo subito conto della grande attenzione all’aspetto umano dell’azienda e della consapevolezza di tutti i partecipanti al processo di produzione.

Diario di viaggio alla scoperta del Rooibos n.2, Carmien Tea farm - picture by Stefano Adami

INTO THE FACTORY

Ci spostiamo poi all’interno della fabbrica dove vengono lavorati i rami dell’arbusto appena raccolti e arrotolati in fasci. Dopo la frantumazione del raccolto, attraverso dei macchinari, le foglie vengono bagnate e poste ad asciugare al sole spargendole su degli ampli cortili dove assumono un forte colore rosso che caratterizza il Rooibos Red Tea.

N.B. Questo processo è valido per il classico Rooibos, con lo stesso Aspalathus Linearis si può produrre anche una varietà di tè rosso detto “green rooibos”. Questa tipologia non viene né bagnata né stesa al sole ma il processo di ossidazione delle foglie viene bloccato lavorandole subito passandole al setaccio. Questa varietà di rooibos verde – o non trattato – è più difficile da ottenere, ma essa è molto richiesta per l’alto contenuto di anti ossidanti e il sapore più blando dell’infuso.

Diario di viaggio alla scoperta del Rooibos n.2, Carmien Tea farm - picture by Stefano Adami

Continuiamo il nostro tour all’interno dell’azienda per scoprire tutti i passaggi della fase di produzione: dal setaccio, alla pastorizzazione e aromatizzazione naturale fino all’imballaggio del raccolto nei filtri da tè o nelle confezioni by Carmien tea.

Roobos diary n.2 - Picture by Stefano Adami

ROOIBOS TEA TASTING

La nostra visita si conclude con un vero e proprio Rooibos tea tasting. Marina ci fa assaggiare vari tipi di infusi: il Rooibos classico, il Green Rooibos con Honeybush e menta, un blend di Rooibos, zenzero e citronella, un aromatizzato ai frutti rossi, lo speziato ed infine l’ultima novità by Carmien Tea “FlowerRooibos”…deliziosi!

CITRUSDAL VALLEY & THE OLD VILLAGE

Dopo questa visita ci sentiamo davvero eccitati, ma anche un po’ frastornati dalle troppe informazioni! Decidiamo di fare una passeggiata sotto il caldo sole pomeridiano nella zona dell’Old Village. Su suggerimento di Steve scopriamo che poco distante dalla sua guest house vi è un’area denominata OldVillage, la quale è identificata come il nucleo agricolo ancestrale ove gli Olandesi si sono insediati durante la metà del XVIII secolo stabilendo lì leprime aziende agricole delle coltivazione di alberi da frutto – da qui il nome della vallata, appunto, Citrusdal.

Nel 1660, infatti, Jan van Riebeeck stabilì una spedizione di esploratori sotto la guida di Jan Dankaert verso l’entroterra a Nord di Cape Town. Circa a 300 km a nord della Città del Capo gli esploratori scoprirono una terra adatta agli alberi da frutto e, nel 1725 edificarono Modderfontein, questo il nome inafrikan di OldVillage, il quale diventò la prima azienda nella valle appartenente alla DutchIndia Company (VOC). Presso tale insediamento si iniziarono a costruire gli edifici per gli agricoltori e allevatori che hanno fornito carne, frutta e verdura alla Compagnia delle Indie instaurata più a sud del Paese e alle navi che approdavano a Capo di Buona Speranza durante le rotte verso Oriente.

Roobos diary n.2 - Picture by Stefano Adami

Oggi lì è ancora possibile ammirare il complesso di cottages ristrutturati che formavano il villaggio e, con sincera sorpresa, scopriamo anche che vi è un ottimo ristorante omonimo!

Roobos diary n.2 - Picture by Stefano Adami

Ci lasciamo avvolgere dalla natura e dai colori del paesaggio che circonda l’Old Village, incantati dalla flora e la fauna del luogo, che scopriamo essere riconosciuta come una dei sei Regni Vegetali presenti al mondo! Con grande sorpresa notiamo che qui proprio tutti bevono il Rooibos…perfino gli uccellini sugli alberi!

Roobos diary n.2 - Picture by Stefano Adami

COCKTAIL TASTING @ PIEKENIERKLOOF

Si è fatto tardi e Francoise van Rhyr, manager del ristorante Piekenierskloof dove abbiamo cenato ieri, ci aspetta per una degustazione presso il bar del ristorante come promesso. Noi ci eravamo preparati ad un wine tasting, invece al nostro arrivo il bar tender si presenta con una serie di bicchieri da cocktail preparati per noi sul bancone: tutto è pronto per una curiosissima degustazione di “Rooibos tea-cocktail”…fantastico!

Tea Cocktail tasting - foto di Stefano Adami

Il bar man ci presenta vari drinks, tutti realizzati con un’infusione di Rooibos tea come variante, alcuni ci ricordano il procedimento del Martini Tea-cocktail, altri invece sono davvero insoliti come l’Irish Rooibos Coffee realizzato con il Rooibos espresso. Ebbene sì, dalla polvere delle foglioline di rooibos si può realizzare una miscela adatta alla macchina del caffè, mokka e capsule…rimaniamo a bocca aperta!

Tea Coktail Tsting - foto di Stefano Adami

Francoise ci spiega come tutti i locali della zona cerchino di valorizzare le risorse culinarie principali, come rooibos, vino e cibo. Davvero molto molto interessante per i suggerimenti culinari di OraZero!

DINNER @ OLD VILLAGE

La nostra giornata alla scoperta del Rooibos e le sue declinazioni culinarie non finisce qui. Alla fine della nostra passeggiata pomeridiana avevamo prenotato un tavolo pesso l’Old Village Restaurant, rinomato per la sua cucina tipica del luogo. Ad attenderci c’è la gestrice del locale, Sonia Hager, la quale ci fa accomodare servendoci un ottimo Old Block Pinotage 2013 dalle Darling Cellars e del pane accompagnato da una squisita marmellata di mele cotogne. I piatti che ci vengono presentati sono imponenti!

Old Village - foto di Stefano Adami

Assaggiamo una cotoletta di pollo con patate e funghi e uno stinco di maiale. Davvero ottimo! Ringraziamo Sonia e ci diamo appuntamento per un tour più dettagliato all’interno dei vari cottages…siamo curiosissimi!

Anche oggi possiamo andare a riposare piacevolmente stupiti e deliziati da tutte le specialità gastronomiche che la valle del Citrusdal ci ha offerto. Ci incamminiamo verso le nostre abitazioni ad Hebron ammirando la via lattea e preparandoci ad un’altra intensa giornata di scoperte.

Old Village -  Foto di Stefano Adami

…Continua…

Clicca qui per leggere il Diario di Viaggio nel Rooibos #1

Parole di Elisa Da Rin Puppel

Foto di Stefano Adami

Condividi Articolo:

Scrivi un commento

commenti