Cosa c’è nell’uovo? Intervista a Claudia Melegari

Cosa c’è nell’uovo? Intervista a Claudia Melegari

OraZero ha intervistato l’artista Claudia Melegari, la quale sarà presente dal 19 settembre a Milano con l’inaugurazione della mostra personale L’enigma del Gallo presso il locale SaBa&Tu situato in via Tortona. Ecco in anteprima tutte le curiosità covate dall’artista mantovana Claudia Melegari.

Il vero volto di Claudia Melegari

CLAUDIA MELEGARI, Artista

Parlare di me non mi risulta semplice, non so mai da dove partire e dove andare. Sono testarda, l’arte per me non è qualcosa di tranquillizzante, il mio avvicinamento è sempre rimandato, sento una sorta di tensione, quasi paura, ma l’emozione mi porta li, a costo di farmi del male. Io credo che questo dia densità e profondità all’opera perchè in quello stato d’animo è vissuta. Dopo l’Accademia mi sono distanziata dalla pittura, pensavo di portare la creatività nel lavoro. Ne ho cambiati moltissimi… poi ho capito che dovevo concentrarmi sull’arte e adesso vorrei fare solo questo.

Vivo in un piccolo paese in provincia di Mantova, in campagna, ma non sono appassionata di piante e nonostante mio padre lavori la terra io non distinguo una specie dall’altra. Mi sento un po’ fuori dal mondo e in parte credo di esserlo.

Da dove nasce la tua arte?

La mia arte nasce nel presente. E’ lo sguardo sul presente, su ciò che c’è in quel momento, e questo è poi collegato al passato, alle mie esperienze, alle mie emozioni e a quello che di me ancora non conosco.

A cosa t’ispiri?

Non m’ispiro. Nelle mie fotografie digitali riporto immagini che si manifestano come dei flash, queste possono verificarsi in qualsiasi momento della giornata. Parto dall’immagine che non essendo stata pensata a livello razionale è qualcosa di ancor più profondo. Si presenta come un sogno ed è sempre carica di simbolismo, tanto che la comprensione può avvenire diversi giorni dopo la sua creazione.

Equilibrio, di Claudia Melegari

Equilibrio, di Claudia Melegari

Nella pittura lascio andare il corpo, mi faccio trasportare, quindi tutto avviene in un modo così facile e preciso nel suo equilibrio da lasciarmi stupita. Non parto mai da un bozzetto preparatorio. Tutto semplicemente  succede e io in quel momento sono la spettatrice di me stessa.

CLAUDIA MELEGARI, Artista

CLAUDIA MELEGARI, Artista

Come sei diventata artista?

Non si diventa artisti, credo sia l’unica vita per me possibile, non conosco nessun altro modo.

Che progetti hai per il futuro?

Cerco di non pensarci, non mi piace programmare, non so cosa farò tra dieci minuti.

Cosa vorresti trasmettere con questo tuo modo di rappresentare la realtà?

Domanda difficile… vorrei trasmettere uno sguardo diverso, un pensiero diverso, come se si stesse attraversando per un attimo un mondo parallelo, lontano dalla logica e dal pensiero razionale.

Da dove nasce la tua passione per l’arte?

Non so da dove nasca, esiste, è una passione per la bellezza, per l’equilibrio che fatico a trovare all’esterno. Nell’arte senza sforzo tutto appare così chiaro, le forme si uniscono, i colori si percepiscono. Tutto avviene spontaneamente. Le opere che consideravo un “errore” hanno preparato il terreno per nuove percezioni.

Dipingere per te è un lavoro o una passione?

Più che una passione la definirei dedizione.

Il soggetto che più ci incuriosisce nelle tue opere è ovviamente la gallina. Perché tale concentrazione su quell’animale? Ha una simbologia o un richiamo particolare per te?

Le mie elaborazioni fotografiche sono nate dopo un seminario che ho fatto completamente incentrato sulla mia infanzia. Di seguito, per gioco, ho cominciato a fotografare le galline e così sono nate le mie opere. La gallina e il gallo sono stati gli animali che hanno fatto da sfondo ai miei giochi d’infanzia.

Claudia Melegari

Quanto tempo impieghi per realizzare un’opera?

Per le elaborazioni fotografiche non esiste un tempo preciso e non mi do un tempo particolare, possono essere velocissime come molto laboriose, provenendo da uno scatto: naturalmente dipende dall’immagine che si crea spontaneamente.

Nel caso della pittura di solito ho una creazione veloce. Ci sono però dei lavori di passaggio che mi preparano a nuove svolte di esecuzione che possono durare settimane.

Che impatto hanno le tue opere sugli spettatori?

Stupore, soprattutto la voglia di capire; non mi piace spiegare troppo ciò che significa per me l’opera stessa, preferisco che ognuno percepisca il suo significato mentre la osserva. Ogni nuovo senso è per me un’ulteriore scoperta.

E su di te?

Io non osservo troppo a lungo le mie creazioni, mi incuriosiscono, mi danno uno sguardo sul mio presente, sull’inconscio, su ciò che sto elaborando. Poi mi sposto sempre oltre.

I titoli delle tue opere e collezioni sono abbastanza enigmatici, puoi svelarne il significato di alcuni?

Il titolo nasce spontaneamente, è un po’ come se già esistesse, non lo cerco, arriva. In opere come “Follia gallina”, “Ipnosi gallina”, il titolo è venuto alla luce e io l’ho lasciato, poi la gallina in realtà è un gallo… anche questo fa parte del processo.

salto dell'uovo, di Claudia Melegari

salto dell’uovo, di Claudia Melegari

Dalla tua produzione emerge anche una certa creatività nell’”arredamento artistico”. Ci spieghi questo tuo interesse nel trasformare gli oggetti di arredamento in arte?

Mi piace cambiare, passo dall’elaborazione fotografica, alla pittura vera e propria, alla creazione di oggetti di design, alla decorazione, alla scrittura. Mi piace cambiare e lo faccio con piacere.

Grazie Claudia! Ricordiamo ai nostri lettori che dal 19 settembre si inaugurerà a Milano una mostra personale di Claudia Melegari presso il locale SaBa&Tu di via Tortona 36. La Chef Sara Turrini ha creato per l’occasione un menù ispirato alle opere dell’artista.

 

Guarda la pagina personale dell’artista Claudia Melegari su OraZero

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