Continenti a confronto: la Genesi di Salgado a Venezia

Continenti a confronto: la Genesi di Salgado a Venezia

Sebastião Salgado sceglie di esporre la sua ultima collezione fotografica in una cornice inedita della città di Venezia: è l’isola della Giudecca, spesso poco conosciuta ma di grande valore storico-artistico e di riqualificazione urbana.

La sede è la Casa dei Tre Oci, esempio di architettura modernista d‘inizio Novecento, completamente restaurata e recentemente nota per aver ospitato un altro grande artista della fotografia, Elliot Erwitt.

Erwitt - Casa dei Tre Oci

Erwitt – Casa dei Tre Oci

In questo magico luogo che si affaccia sul Bacino di San Marco, Genesi si presenta come la sintesi di nove anni di lavoro e viaggi compiuti dal fotografo brasiliano assieme alla moglie e curatrice Lélia Wanick, dall’Indonesia alla Nuova Guinea e al Congo, dalle Americhe e Galapagos per arrivare ad immortalare le fredde steppe siberiane e l’estremo Nord.

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Le parole che emergono dalle sue opere si possono sintetizzare in Rispetto e Armonia. Loro stessi descrivono il proprio lavoro come un progetto di ricongiunzione con il mondo, un contatto tanto atteso e ricercato con le parti più incontaminate e pure della Terra: per questo, guardando la mostra nell’insieme, si percepisce il coinvolgimento dell’artista nella causa naturalista, tanto da aver istituito nel suo paese un’associazione che si prende cura delle riserve naturali e del ripopolamento e riforestazione dell’area equatoriale amazzonica.

Le tribù che la popolano sono ritratte nei primi spazi, adornate e in posa, prima e dopo l’usanza dei riti propiziatori: le donne si spalmano colori di tinte ricavate dai fiori e dalla vegetazione, mentre gli uomini creano oggetti per coprire le parti intime del corpo intagliando il legno.

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Salgado pone un interessante focus sulla fauna e sulla natura paesaggistica, trovandole a volte immortalate insieme, diverse ma uguali, penetrandosi l’una con l’altra; leoni marini, uccelli, iguane, tartarughe, elefanti ma anche orsi polari, bisonti e pinguini comunicano al visitatore la loro magnificenza ed importanza all’interno dell’ecosistema, specialmente per l’uomo che, con i prodotti che ne ricava, riesce a migliorare la sua condizione di vita.

L’ultimo piano della casa rivive invece il potenziale estetico delle tradizioni delle tribù: Himba e Boscimani utilizzano dei sensazionali dischi labiali come rito d’iniziazione per le donne, che aumentano in decorazioni a seconda della crescita del livello di maturità che una donna acquisisce:

questi oggetti sono un esempio di pura forma estetica, che porta a ridefinire il corpo alla scoperta della bellezza interiore, quella per cui una donna verrà scelta in seguito dal futuro marito; un’avvenenza ricercata solo tramite la natura, ma soprattutto in armonia con essa e le sue componenti.

Un esempio analogo è quello delle donne della Nuova Guinea, che si provocano cicatrici sul corpo utilizzando dei punteruoli ardenti, consacrandosi così ad essere vere e proprie opere d’arte viventi.

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L’esposizione è patrocinata anche da WWF Italia, che concorda a pieno con i principi degli organizzatori e che supporta le attività collaterali; merita di essere segnalata Giù la maschera- I segreti del mimetismo in Natura in collaborazione con il Carnevale 2014, che si terrà in due appuntamenti, i prossimi 3 e 4 Marzo.

In questo workshop si parlerà del rapporto tra il genere umano e l’ambiente che lo circonda, spesso percepito troppo superficialmente o in maniera poco rispettosa; i curatori si vogliono rivolgere principalmente a bambini e ragazzi che si dovranno cimentare alla riscoperta del legno, dei materiali naturali e di scarto, per creare maschere e oggetti ispirati al mondo tribale dei temi in mostra.

Un interessante esperimento che farà viaggiare ancora una volta attraverso la Natura, l’Antropologia, l’Arte e la Diversità che sono parte attiva del nostro pianeta.

Making the point: Casa dei Tre Oci, Giudecca- fermata Zitelle – in programma fino all’11 Maggio 2014

Articolo e foto di copertina di Simone Baggio

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