Change your mind: Intervista a Vladimir Luxuria

Change your mind: Intervista a Vladimir Luxuria

Simbolo del cambiamento  e paladina del saper osare: Vladimir Luxuria si confida con OraZero e ci svela i passaggi e i perché del suo cambiamento, fisico e mentale, dalla sfera maschile all’universo femminile. Con quest’intervista Luxuria ci da una lezione esemplare: non si cambia per un atto di ribellione o un atto politico, bensì il cambiamento deve avvenire in maniera spontanea e naturale, sorgere da una motivazione interiore senza limiti né barriere. Ecco come Luxuria ci spiega questo passaggio:

Dopo pochi squilli telefonici, una voce sensuale e pacate risponde al telefono, mi chiede di aspettare un attimo per iniziare a parlare, dicendomi che sta per salire su un autobus. Immagino questa figura sfarzosa che si accomoda in un autobus straripante di gente durante un lunedì mattina di fuoco a Roma. Luxuria mi ascolta e risponde tranquillamente alle mie domande, senza mostrare il benché minimo imbarazzo o cambiare esitare nelle risposte o nel cercare le parole. Inizio l’intervista telefonica con una domanda diretta e forte, poi di seguito le altre scivolano via ed è lei che, disinvolta, sembra anticipare le successive. La nostra conversazione si è svolta più o meno così:

Inizio subito con delle domande dirette e mirate, il tema è quello del cambiamento, la prima e più naturale è a che età si è resa conto che il genere maschile non la rappresentava?

Non si è trattato di un momento preciso, è stato piuttosto un flusso di coscienza naturale che mi ha portata a sviluppare un’identità di genere femminile. Non ricordo ci sia stato un anno preciso, ma fin dall’infanzia ho capito che la sfera maschile non mi apparteneva.

Quali sono stati i segni che hanno rappresentato la non appartenenza?

Sicuramente i segni più evidenti sono stati nei giochi d’infanzia, un segno forte è sempre stata la mia predilezione per le bambole. Mi ricordo un Natale in cui ero molto piccola, a mia sorella una bambola e io per invidia e dispetto l’ho fatta a pezzi.

Com’è avvenuto l’adeguamento fisico a quello mentale?

Non ho mai voluto pensare che il corpo fosse più importante dell’anima.  Più che di adeguamento parlerei di un processo di espressione della mia sensibilità e della mia vera io.

Quanto e in che modo le è costato in termini umani l’aver rivendicato al mondo sé stessa?

E’ ovvio che è stata dura, la scuola e la parrocchia non mi hanno certo risparmiata. In classe i compagni mi schernivano e dalla parrocchia sono stata bandita come. Ma questo mi ha fruttato in termini di rapporti umani. Oggi so distinguere chi mi guarda e apprezza per quella che sono veramente, e questo mi da prova che vi sono ancora delle persone che guardano oltre l’apparenza.

Lei si definisce un “trans gender”, ma  perché non si è sottoposta all’intervento completo?

I motivi sono i più svariati, a cominciare da quello economico, ma penso che la motivazione principale sia stata la paura.  A me fanno paura le operazione chirurgiche nonostante abbia subito vari interventi al viso e seno.

C’è una filosofia dietro alla sua scelta?

Lotto per la libera espressione di sé stessi.

Com’è cambiata la percezione del suo io?

E’ cambiato molto, sono finalmente arrivata al punto di percepirmi e vedermi come gli altri mi vedono, ho reso la mia immagine e quello che sono pubblico e sono stata accettata ed apprezzata. Certo in Italia non mi è ancora possibile essere Vladimir Luxuria al cento per cento, il mio nome all’anagrafe infatti non è potuto esser cambiato (lo si cambia solo con l’intervento completo), e questa è una macchia su ciò che sono. Il mio vero nome maschile mi viene chiesto in continuazione, nei documenti, all’aereoporto, e questo è un forte richiamo al mio passato che non posso ignorare.

Lei ha speso tutta una vita all’insegna dei diritti, qual è la cosa che la rende più orgogliosa?

Nonostante non sia riuscita a far avanzare delle leggi in Italia, sono comunque orgogliosa di essermi spesa per leggi per i pari diritti sul posto di lavoro. Inoltre mi rende orgogliosissima i miei interventi con le ambasciate italiane all’estero. Ci sono state anche dei casi di persone incarcerate in Paesi stranieri, come nel caso di una ragazza tredicenne incarcerata a Dubai, che ho aiutato e salvato da quella situazione. Personalmente non mi tiro mai indietro quando vedo l’ingiustizia, mi batto innanzitutto per le pari opportunità, sempre e dovunque.

E per finire una domanda ironica: le manca di più il parlamento o l’isola dei famosi?

Il parlamento ovvio! Ci sono ancora molte cose da fare, c’è ancora molto bisogno di lottare.

Per esempio? Che cosa proporrebbe ora in Parlamento?

Sicuramente mi piacerebbe avere più autorità e carica politica, così da poter effettivamente portare a termine dei cambiamenti e riforme. Prima di tutto però è necessaria l’autodeterminazione, ognuno deve poter disporre del proprio corpo per poter vivere bene questa vita che ci è concessa, a questo credo.

…Un grazie a Vladimir Luxuria per questo appello al cambiamento, libero e senza ostacoli, né sociali né politici…né mentali!

Per leggere l’intervista inedita vai sul sito http://www.latheka.it/web/

Testo di Elisa Da Rin Puppel, prima pubblicazione originale sulla rivista bellunese La Theka

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