Camminata… Fuori da un cassetto

Camminata… Fuori da un cassetto

“La poesia  – ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.”

Wislawa Szymborska, Ad alcuni piace la poesia  

Come nel post di JurgaPoems Happen”, la poesia succede, capita! Come in una fotografia riuscita, in un’espressione del viso, in un sapore, in versi… ed in tanto altro, forse in tutto.

In un cassetto si ripongono sogni, si custodiscono segreti, si alimentano speranze e magari ambizioni, magari si conservano i propri versi, libri e racconti, parole che si stenta a far leggere ad altri.

Di tanto in tanto apriamo il nostro cassetto ed offriamo le nostre parole ai nostri altri…

Cassetto, credits Gianluca Cirillo

Ho ricevuto in dono e condivido con Bello2Buono le parole di un breve racconto dal cassetto di Teresa (la stessa Teresa de “Il sapore del sorriso di Teresa”):

CAMMINATA

Chiudo il portone, esco di casa, mi incammino lungo il caradone che porta alla vigna.
Il pioppeto mi accoglie.
I gatti mi seguono e, se mi fermo un attimo e giro lo sguardo, li vedo,
uno dietro l’altro, tutti e quattro a debita distanza, con calma senza fretta.
“Andiamo, forza”.
E la gatta rossa spicca veloce, mi raggiunge, mi supera e si ferma.
I tronchi dei pioppi di oramai dieci anni si sono fatti grandi e robusti e, se alzo la testa  a guardare, le chiome, toccano il cielo.
Mi compiaccio di tanta forza e bellezza.
L’ energia mi pervade.
Adesso i gatti corrono e si rincorrono, si arrampicano, si fermano, ascoltano,
annusano l’aria e ripartono veloci.
Cammino fra i filari della vigna ingiallita e arrossata di stanchezza dall’arida estate, i grappoli truculenti dell’uva si mostrano nella loro abbondanza, l’autunno esplode in macchie di colore a dipingere il quadro.
Torniamo.
Il mio sguardo adesso si abbassa alla terra coperta di foglie secche, qualche sasso del vecchio macero dismesso, i fiori gialli del tarassaco.
Non torno mai a mani vuote.
Spigolo i rami secchi per il fuoco del camino, per quanto le mie braccia possono portare
(Spigolare = raccogliere nei campi mietuti le spighe sfuggite ai mietitori).
Spigolo come faceva mia nonna Giuseppina  detta… Jusfetta…
                                            spigolava.
Tutta vestita  di nero, fazzoletto in testa, borsetta di stoffa due anelli di ferro e uno straccio di tessuto, magari un vecchio pantalone sdrucito…
Piccola magra che una folata di vento se la sarebbe potuta portare via, invece con i suoi ottanta anni ancorata alla terra come non mai, inacidita dalla miseria e dagli stenti di una vita grama.
Spigolava e brontolava, contribuiva all’economia della famiglia cosi’ come poteva e come sapeva.
Spigolando di tutto e brontolando su tutto.
Come una gallina nella terra, lei fra gli sprocchi del grano.
Quando poi suo corpo altre fatiche non le concesse, dal letto faceva le trecce di paglia, a tre, quattro, cinque fili, per tutto il giorno e fin che ha potuto.
Lunghe trecce che si allungavano sul pavimento.
Lavorava e brontolava, malediceva forse il caldo, o forse gli acciacchi, o forse il buon Dio che gran che da godere non gli aveva dato e maledisse anche i topi che quell’anno portarono via parte del suo raccolto.
Raccolgo i rami secchi, raccolgo i miei ricordi, raccolgo i miei pensieri.
Torniamo.
E’ rimasta solo la gatta grigia che cammina al mio fianco, le altre sono già oltre il pioppeto, vicino alla casa.                                       

                                                                                               Teresa Vicenzi

Per me, leggendole si possono sentire i profumi di campagna autunnale, di un’atmosfera semplice e intima, raccontata tra i campi del presente e gli affetti del passato; leggendole si ha la sensazione pittorica di un quadro impressionista, con pennellate di dettagli e pensieri…per me poesia tra le carta e l’immagine.

Il web ha offerto uno magico contributo alle mie sensazioni:

Pioppeto, Teresita Vincenzi (Pinacoteca di Quistello)

Il quadro di Teresita Vincenzi, Pittrice del ‘900, definita l’impressionista della Bassa (Mantovana), rappresenta l’immagine del racconto di Teresa Vicenzi! Affinità di sensibilità, affinità di nomi!

Perché la poesia succede, capita.

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