BiancoMangiare – ricordi e leggende in un dolce

BiancoMangiare – ricordi e leggende in un dolce

Oggi lo speciale Gusto di OraZero è stato suggerito da uno dei nostri artisti, Maurizio La Rocca, maestro sia nel disegno che in cucina. Come per ogni dipinto, anche dietro ad una ricetta c’è una storia ed un’emozione da raccontare.

Ma lasciamo la parola a Maurizio La Rocca:

A volte la preparazione di un dolce pùo essere considerata una vera arte. Di questo dolce tipico siciliano, ho ricordi sin da bambino, la mia nonna, lo preparava nei giorni di festa, e così prima sua madre. E’ un dolce che ha origini arabe, e successivamente “esportato” alla corte normanna nel periodo della loro dominazione in sicilia. (di Maurizio La Rocca)

Già a partire dal quattordicesimo secolo sono presenti nel vocabolario franco-italiano forme linguistiche che preludono al nostro “biancu manciari“.

UN DOLCE, UNA LEGGENDA

Su questo dolce, pare aleggi una “leggenda” si dice sia stato un ufficiale arabo a prepararlo per Eleonora D’Angiò, che adorava il profumo di gelsomini, perfino in camera da letto.L’ufficiale arabo, pare sia stato segretamente innamorato della Eleonora,e prima di essere giustiziato, per la sua “dichiarazione” d’amore, chiese come ultimo desiderio di preparare questo dolce per la sua amata.Fu scortato nelle cucine del palazzo, e alla presenza di guardie, per la paura che potesse mettere qualche ingrediente per avvelenare la D’angiò,Lo servì personalmente alla sua amata,dicendole che ogni qualvolta sentisse il profumo di un gelsomino si sarebbe ricordata di lui per sempre, e si uccise in sua presenza.Da allora la Eleonora, nel periodo della fioritura dei gelsomini, tornava in Sicilia, quasi come un “appuntamento” e passava la notte sul suo balcone,adornato da gelsomini, e naturalmente assaporando il bianco mangiare.

La presenza di latte (di mandorla in origine, poi ovino e bovino), di amido, zucchero e riso è costante nel tempo, anche se le componenti andranno via via arricchendosi di vaniglia, cannella, buccia di limoni, cioccolato a pezzetti etc… Certo è che la storia del biancomangiare, risale indietro nel tempo, anche le attestazioni del nome sono tarde. Quantomeno perchè il dolce del quale parliamo si basa sugli stessi ingredienti su cui poggia parte della cultura alimentare mediterranea e sopratutto Siciliana.

biancomangiare

Qui a seguito vi descriverò la ricetta originale, ossia quella che mi preparava la mia nonna, è una ricetta poverissima, facilissima, e nello stesso tempo profumatissima e fresca.

Ricetta per sei persone:

Per prima cosa bisogna procurarsi dei fiori di Gelsomino, una trentina bastano. Lavarli per bene e metterne 1/3 con cura in una ciotola con un pò d’acqua tiepida. Riporla in frigo a macerare per 24 ore.

1 litro di latte 75 g di amido 4 foglie di arancia (foglie non bucce) o di limone 250 g di zucchero semolato 50 grammi di pistacchi sgusciati

PREPARAZIONE:

Prendete un casseruola e versatevi il latte, lo zucchero, I’amido e le foglie di arancia, mescolate il tutto. Quindi passate al colino per eliminare eventuali grumi. Versate il composto in una pentola che porrete su fuoco moderato e mescolate continuamente, con una spatola di legno, per evitare che si attacchi al fondo. Quando la crema avrà preso bollore, toglietela dal fuoco e sbattete velocemente con una frusta per qualche minuto, quindi incorporatevi i pistacchi tritati e il liquido di gelsomino preparato precedentemente.

Versate il composto in una forma umida meglio se trovate le formine in terracotta per le mostarde o le cotognate, spesso si trovano nei mercatini (vedi foto qui sotto).

formina in terracotta per ricetta siciliana

Decorare con i fiori di gelsomino e riporre in frigo a raffreddare. Sformare e servire freddo.

Per leggere la rubrica “Impressioni d’Artista” di Maurizio La Rocca su OraZero clicca qui

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