ATMAN: il viaggio dell’anima – Veronica Gaido al MIA

ATMAN: il viaggio dell’anima – Veronica Gaido al MIA

Domani si aprirà la Fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografia e al video “MIA” a Milano presso SUPERSTUDIOPIU’ di via Tortona 27.

OraZero suggerisce “ATMAN” di Veronica Gaido

Veronica Gaido, artista, ritrattista e fotografa di moda, sarà presente a MIA – MILAN IMAGE ART FAIR, fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografia, che si tiene a Milano dal 23 al 25 Maggio, con il progetto “ATMAN”.

Milano – SUPERSTUDIO PIÙ, 23 – 25 MAGGIO 2014

Preview 22 Maggio, ore 18.00
Galleria Photo&Contemporary (Central Point, stand 20) 

Ecco in esclusiva per voi un’interivista all’artista a cura di 6Glab

Raccontaci i tuoi esordi. Quando hai pensato per la prima volta che avresti fatto la fotografa?


Ho avuto il pallino per la fotografia fin da quando avevo 12 anni e mia madre mi regalò la prima macchina fotografica, una Nikon 601 che conservo ancora oggi. Ricordo che fotografavo tutto quello che mi capitava davanti, dai nonni al fruttivendolo. Già a quell’età iniziai a lavorare come assistente di un fotografo di Massa (la sua città ndr) per cui trascorsi l’adolescenza in camera oscura ad apprendere i primi rudimenti e ad imparare a destreggiarmi con le luci. Dopo il Liceo artistico mi sono iscritta all’Istituto Italiano di Fotografia e terminati gli studi iniziai a lavorare al Superstudio13 di Milano.

 

Che tipo di fotografia ti interessa?

Mi piace molto andare a rivedere le vecchie fotografie, di Brassaï per esempio, per studiarne la composizione anche se nel tempo si è evoluta tantissimo. Mi piace anche prendere spunto dalle vecchie fotografie di paesaggio realizzate dai fotografi di città. Trovo interessante indagare la società dei primi nel ‘900 e individuare gli elementi che la differenziano da quella contemporanea.

 

Cos’è per te la fotografia?

È il mio modo di vivere. Attraverso le immagini cerco di indagare lo stato d’animo delle persone. È anche un modo per documentare il passaggio del tempo. Nella mia fotografia sono molto lineare e tendo a suddividere tutto in linee verticali e orizzontali anche se poi nella realtà sono una persona disordinata; in questo senso la foto rappresenta un ordine in successione attraverso il quale attesto il cambiamento.

 

Parlaci di Atman, il progetto che sarà presentato al Mia di Milano dal 23 al 25 Maggio.

Atman che in sanscrito significa “soffio vitale” è un lavoro realizzato tra India, Bangladesh e Africa che nasce dall’esigenza di indagare l’anima attraverso il movimento, inteso non solo come spostamento fisico ma anche come abbandono dei piaceri e scoperta di una nuova vita. Le immagini realizzate rappresentano la ricerca di quello stato di serenità imperturbabile in cui si è in grado di dominare le passioni con la ragione e attraverso il quale si arriva all’Atman, cioè all’essenza.

 

Quindi in Atman il viaggio assume la funzione portante di vero e proprio maestro di vita. Invece per te cosa rappresenta?

Il viaggio per me è libertà oltre che un modo per meditare. Adoro muovermi da sola e durante i miei viaggi riesco a trovare quella calma e quella serenità indispensabili per il mio lavoro.

 

Il nome di uno scrittore, di un regista e di una città.

García Lorca, Fellini, New Delhi.

 

Progetti futuri?

Nel 2014 decorre il Centenario dalla fondazione del Comune di Forte dei Marmi per cui sto lavorando a questa ricorrenza. Nel nuovo progetto, il cui nome è in fase di definizione, ho realizzato le foto con un drone perché a differenza di Atman, in cui mi interessava penetrare l’anima indagandone le sfaccettature, qui volevo avere una visiona distaccata e lo sguardo dall’alto mi sembrava perfetto.

Intervista di 6Glab

 

Grande Nibbio1_ 2013, 200x300 Veronica Gaido__ (2)

ATMAN:

ATMAN, nasce dall’unione di due elementi fondamentali: l’anima e l’acqua.

 

Le immagini intendono mettere a fuoco la realtà perduta, pulire la propria anima dalle circostanze negative del vivere per cominciare un nuovo viaggio. Il viaggio non è inteso però solo nella forma materiale di spostamento fisico, ma assume la funzione portante di vero e proprio maestro di vita: l’elemento che rompe la monotonia e porta l’individuo a confrontarsi, nell’abbandono ai piaceri e nella scoperta di una rinascita, con nuove realtà o una nuova vita, che possa allontanare il pericolo della sofferenza, come per i profughi nelle immagini in mostra, dove si legge la circolarità infinita della triade nascita-vita-morte.

 

Il viaggio che la stessa artista, attraverso la fotografia, percorre, alla continua ricerca di crescita e per ritrovare la sua strada e il suo cammino verso un luogo in cui esista la salvezza dell’anima e si possa abbandonare tutto il peso delle delusioni vissute.

 

Condizione ideale per la creazione, per Veronica Gaido, deve dunque essere quella dell’atarassia, cioè uno stato di serenità imperturbabile, in cui essere totalmente padroni di se stessi e dominare perfettamente le passioni con la ragione. Da questo stato si arriva all’essenza, all’Atman, al famoso soffio vitale e quella luce, quel sole, che irradia e anima il tutto, una forza maschile in cui Veronica si riconosce al livello di pensiero.

 

In questo continuo dualismo tra bene e male che domina l’essere umano da sempre, l’acqua funge da scenario principale: incolore e inodore ma fondamentale per la vita e all’origine di essa, l’acqua è la sostanza pura per eccellenza indispensabile per l’uomo, con un profondo valore simbolico legato alla purificazione e alla creazione.

 

Sono immagini appena riconoscibili quelle che compongono il progetto ATMAN, un caleidoscopio fluido di colori e di forme dai toni pastello. Sembrano più che altro impressioni colte dalla memoria dell’artista, quello spazio interno, psichico, pulsante, intimo, il dentro dell’anima che urge nel corpo, e che raggiunge la superficie espressiva, gli detta il tempo di azione, la stasi riflessiva, la dinamica, il gesto fotografico. Una sola sfera esistenziale che dialoga con il dentro e il fuori che si realizza nello spazio grazie allo scatto impiegato dalle esigenze dell’artista.

Più info sull’aritsta:

Veronica Gaido, muove i primi passi nel mondo fotografico ancora adolescente, trasferendosi prima a Milano, dove studia all’Istituto Italiano di Fotografia e poi, nelle grandi metropoli per ampliare le sue esperienze.

 

Artista, ritrattista e fotografa di moda, Veronica collabora con i più importanti brand di moda e case editrici nazionali dai primi anni novanta che la portano a New York e Miami per le prime campagne pubblicitarie anche se, il suo occhio, va oltre dedicandosi al ritratto che la porta ad un lavoro di ricerca più intimistico.

 

Nel 2001 collabora con la Biennale di Venezia di Harald Szeemann per il Bunker Poetico di Marco Nereo Rotelli. Nell’agosto del 2002 esordisce con la sua prima mostra “Sabbie Mobili” presso Massimo Rebecchi a Forte dei Marmi curata da Maurizio Vanni.

 

Dopo l’esperienza fotografica, Veronica Gaido ha sentito l’esigenza di cambiare, di esplorare nuove prospettive utilizzando un “drone” per riprese aeree dedicandosi alla creazione del video della Fondazione Henraux e Henraux che presenterà alla Triennale di Milano nel 2012. Nello stesso anno, la fotografa fa parte della giuria Premio Fondazione Henraux, presieduta da Philippe Daverio, creando il progetto “Consapevolezza della Materia” che esporrà a Paris Photo.

 

Nel 2012 inizia un tour tra India, Bangladesh e Africa che darà luce al progetto “Atman” curata da Enrico Mattei e Roberto Mutti per iniziare una mostra itinerante che toccherà Pietrasanta, Milano, Londra, Parigi e New Delhi.

 

www.veronicagaido.com

 

 

Per ulteriori informazioni:

6Glab – il laboratorio di idee di SEIGRADI / Barbara Gemma La Malfa
Via G. Mameli 3 – 20129 Milano
Tel. +39.02.84560801
Fax +39.02.84560802
Email: 6Glab@seigradi.com
Facebook: www.facebook.com/6Glab
Twitter: https://twitter.com/6Glab
www.seigradi.com

 

Condividi Articolo:

Scrivi un commento

commenti