Al riparo dalla realtà: Fiorella Gallery – di Simone Baggio

Al riparo dalla realtà: Fiorella Gallery – di Simone Baggio

Fiorella Gallery attira l’attenzione. È questo il suo obiettivo.  Arrivando in Campo Santo Stefano a Venezia la noti subito, la vetrina con la croce rossa intermittente, e t’incuriosisce…

Ti avvicini cercando di capire che cos’è: Io la prima cosa che ho pensato è stata un negozio di accessori per il carnevale, altri pensano sia una farmacia, altri ancora un sexy shop. E in effetti, una volta avvicinati, l’ultima ipotesi sembra la più azzeccata. E invece no, questo negozio apparentemente indefinito è una galleria di moda, una coesione tra  galleria di design, arte erotica e boutique di capi unici di sartoria.  Messo un piede dentro, ci si ritrova in uno spazio zeppo di oggetti e foto, specchi della personalità e delle gesta di quest’artista molto vivace ed eccentrica, capendo subito che il suo primario intento è quello di disorientare ed interrogarsi.

Fiorella Gallery

La venezianità dell’ambiente salta subito all’occhio, dato che i manichini che indossano le preziose giacche broccate hanno il viso dei Dogi che hanno governato la città nella sua epoca più conosciuta, sicuramente un tributo ed una “eredità” che la proprietaria vuole portare avanti.  Fiorella Mancini è stata la performerpiù chiacchierata della città negli anni ottanta: infatti, si devono a lei le manifestazioni dell’Anti- Biennale, pro liberazione dal sistema arte e contro l’invasione dell’isola, e la parata acquatica in Bacino San Marco sopra una chiatta sovrastata da un gigantesco ratto, in riferimento ad  un altro conosciuto “concittadino”,  che ha sicuramente attirato l’attenzione di  veneziani e turisti. Una provocatrice, a cui potrebbero essersi persino ispirate altre personalità più contemporanee del mondo dello spettacolo.

Fiorella Gallery

Ma tornando al suo mondo, lo spazio espositivo che propone è pieno di oggetti unici di design contemporaneo, come sedie, specchiere, tavoli, bacheche e mobili, firmati da Sottsass, Cattelan, Lucio Fontana e Gaetano Pesce, di cui la stilista (perché Fiorella principalmente pensa e autoproduce i suoi capi) è un’avida collezionista, affiancati da oggetti erotici e provocatori ( come i water decorati da led e i perizoma di strass).

Fiorella Gallery

Una delle sue passioni sembra essere quella dei tessuti: dice di essere attratta da tutto quello che è  grottesco  e fuori contesto, e in qualche modo le sue giacche rispecchiano  questa sua filosofia: i velluti, le sete e le stoffe damascate, materiali un tempo molto usati dalla nobiltà veneziana,  sono abbinati a stampe contemporanee come teschi, carte da gioco, corpi nudi e frasi a tema erotico, mentre a volte è proprio una fibranuova  come il latex ad essere utilizzata assieme a decorazioni e stampe tradizionali, sempre dipinte a mano o con tecniche artigianali, riprese dai disegni originari della manifattura Fortuny, antica azienda ancora attiva a Venezia .

Fiorella Gallery

Il camuffarsi è un’attitudine insita nell’artista, che si circonda di costumi e manichini dalle pose caricaturali, quasi carnevalesche,ma che è anche coinvolta nella diffusione delle tematiche  sull’emancipazione della donna e delle associazioni  LGBT, organizzando sfilate ed eventi in tutta Italia.  Legata a queste èuna sua opera, “ The Water Closet Palace Hotel”, che vede all’interno di un water la ricostruzione di corridoi circolari di un albergo in miniatura, con finestre vuote che si susseguono, alludendo alla chiusura di Venezia  in cui, specialmente la comunità gay, si trova in difficoltà a comunicare con persone ed istituzioni.

Fiorella Gallery

Molti sono stati per questo suoi affezionati clienti e amici, tra cui Elton John (che ha posato in una copertina dell’Uomo Vogue indossando una sua veste), Marta Marzotto, Roberto d’Agostino, Michelangelo Antonioni,  Sting e infine Andy Warhol, nel  momento in cui le sue opere vennero conosciute anche oltreoceano.

La sua vera irriverenza, però, si nota quando si tenta di porle qualche domanda: le risposte sono sempre secche e decise, molte volte  volutamente in contraddizione. D’altronde non può che essere cosi: usando una sua citazione, anche lei, come fannoi suoi vestiti, si mette al riparo dalla realtà.

 

Immagini: FiorellaGallery

www.fiorellagallery.com

 

Articolo di Simone Baggio

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